Pogba-Pirlo: l’ora del rinnovo. Incontri anche per...

Paul Pogba
A tempo di record potrebbero/dovrebbero arrivare anche le firme in calce ad un nuovo contratto di Andrea Pirlo e Paul Pogba. E’ questo, infatti, uno degli obiettivi prioritari (se non il prioritario in assoluto) di Giuseppe Marotta. L’amministratore delegato bianconero lo ha sipegato più volte in queste ultime settimane, fors’anche mesi: lasciamo che termini la sessione invernale del calciomercato (durante la quale, evidentemente, gli sforzi juventini sono stati dedicati ad alcune cessioni, al tentato scambio Guarin-Vucinic, all’acquisto in prestito di Osvaldo) e da febbraio, con più serenità, ci dedicheremo a blindare i big che abbiamo in rosa. A partire, appunto, da Pirlo e Pogba, sulla scia di quanto già accaduto con Arturo Vidal a dicembre (contratto ufficialmente prolungato fino al 2017 con opzione 2018).
Circa il regista - protagonista assoluto domenica sera contro l’Inter - la situazione appare in discesa. Ad inizio anno Pirlo lo ha detto chiaro e tondo: «La mia volontà è sempre stata quella di rimanere alla Juventus. Presto ci reincontreremo per parlare a fondo della questione. Io sono ottimista in merito alla mia permanenza alla Juve e posso dire di aver percepito ottimismo in generale».L’incontro con il presidente Andrea Agnelli effettivamente avvenuto in sede (era l’8 gennaio) è stato utile non soltanto per gettare le basi dell’intesa, ma anche per affrontare questioni più specifiche quali ad esempio la gestione dei diritti d’immagine e analoghi dettagli commerciali. In sostanza: accordo fino al 2016 a cifre non troppo lontane da quelle attuali (si balla attorno ai 4 milioni netti a stagione). Non resta, ora, che mettere tutto nero su bianco e depositare.
Quanto a Paul Pogba, invece, la situazione è un po’ meno immediata e non manca qualche divergenza d’opinione tra le parti circa alcuni fattori (in primis, l’inserimento o meno di una clausola rescissoria: gli agenti la chiedono, la Juventus non ci sta). La volontà comune, comunque, è di addivenire presto a una nuova intesa: ingaggio allineato a quello dei big della rosa e scadenza allungata al 2017 (eventualmente 2018). Vien da sé che un nuovo contratto non metterebbe la società completamente al sicuro da eventuali assalti da altri top club europei, tuttavia la porrebbe comunque in una posizione di maggiore forza. E a quel punto, se poi davvero dovesse arrivare una maxiofferta da 60, 70, 80 milioni di euro la Juventus potrebbe valutare con la dovuta calma il da farsi.

Finisce il tempo delle trattative e comincia quello dei rinnovi, capitolo importante in bianconero visto che la lista dei contratti dice che entro le prossime due stagioni ne scadono nove. E allora è meglio muoversi per tempo, magari già da marzo, anticipando la tagliola delle trattative d’estate per consolidare il gruppo. Innanzitutto dalla porta, dove Storari ha un accordo che finisce a giugno. Molto dipenderà dalla sua volontà, visto che la Juve nel ruolo ha già le mani su vari ragazzi validi, da Leali alla new entry Fiorillo, preso per metà l’ultimo giorno di mercato, passando per Nocchi e Branescu: se l’attuale secondo di Buffon rinnova per un altro anno, ipotesi plausibile, per tutti si prospetta un altro giro di prestiti (specie per Leali, primo come indice di gradimento). In difesa due pilastri scadono nel 2015: per Barzagli c’è già una bozza d’accordo per allungare di un anno, per Chiellini e Lichtsteiner si tratta per arrivare al 2017 ma non dovrebbero esserci problemi.

Dalla cintola in su Alla Juve un’offerta monstre viene sempre valutata, per tutti. Quindi, sistemato Vidal e con Pogba che si proverà a blindare ma resta sempre l’uomo con cui si può potenzialmente incassare una tombola, resta Marchisio con cui un giro d’orizzonti verrà comunque fatto. E i bianconeri parleranno anche con Giovinco, che scade al 2015 ma che a prescindere dalla situazione contrattuale in estate potrebbe comunque cambiare aria, così come anche Vucinic e Quagliarella: i primi colpi in mente sono proprio lì davanti, con qualche elemento (Cuadrado) in grado di offrire più varianti tattiche. E Conte? Scade nel 2015, e due chiacchiere verranno fatte pure con lui.

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