Coman :che spettacolo! Allegri ne apprezza la duttilità: se andrà avanti così, niente prestito

L’ex Psg incassa l’applauso dei compagni: «Tecnica e corsa, ha tutto». Allegri ne apprezza la duttilità: Coman è prevalentemente una seconda punta o un attaccante esterno, però può giocare pure sulla trequarti. Futuro da scrivere. Se andrà avanti così, non sarà ceduto in prestito, ma diventerà una preziosa alternativa. La lingua. Dopo gli allenamenti corre a lezione per imparare l’italiano in breve tempo 

TORINO, 22 luglio 2014 - Serve tempo, per pesare quel 18enne che da qualche giorno suda assieme ai nuovi compagni a Vinovo. In base alle prime impressioni, ascoltando il parere di chi lo segue da vicino, pare tuttavia che Beppe Marotta e Fabio Paratici ne abbiano combinata un’altra. A danno del Psg e a favore della Juventus. Già, Kingsley Coman, centrocampista offensivo soffiato a parametro zero al club di Parigi, ha qualità da giocatore “vero”. E’ un diamante grezzo, il francesino, ma il materiale su cui lavorare c’è. «Ha un bel motorino e ottima tecnica», hanno detto di lui un paio di compagni. La Juve, oltreché nel corso della prima fase del ritiro, lo osserverà con attenzione nella tournée che si snoderà tra Asia e Oceania, quindi deciderà quale futuro destinargli. Coman, comunque, possiede talenti autentici, e tali da far pensare che, come già nel caso di Paul Pogba, anche lui potrà dare una mano alla squadra fin dalla stagione inaugurale in bianconero. Fabio Grosso, tecnico della Primavera, a riguardo è stato chiaro: «Se in qualche occasione ci sarà messo a disposizione tanto meglio, ma il ragazzo è stato preso per la prima squadra».

Capace di tutto
Tra le qualità di Coman che non lasciano indifferente Massimiliano Allegri, c’è la capacità di differire la posizione occupata sul terreno di gioco. Il francese è prevalentemente una seconda punta oppure un attaccante esterno, ma sa giostrare anche da trequartista e, in caso di necessità, interno in una mediana a tre. Non sarà mai un giocatore “alla Gattuso”, cioè uno sradicapalloni, ma per intendersi può interpretare il ruolo con le peculiarità tecnico-tattiche di un Di Maria. Nel senso che, come il fuoriclasse del Real, ha nel suo repertorio il dribbling secco e l’assist in grado di mettere il compagno davanti alla porta, l’esplosività nel breve e una certa confidenza con la porta.

Quei record
I bianconeri sanno di avere tra le mani argilla preziosa da modellare. Basti pensare al percorso tenuto da Coman nelle giovanili del suo Paese. Dagli esordi nel Moissy-Cramayel - società nella quale è cresciuto anche Geoffrey Kongodbia, centrocampista che prima di passare al Monaco era stato sondato dai bianconeri - ai successivi sviluppi con la maglia del Psg. Da dove ha iniziato la lunga trafila nelle selezioni giovanili della Francia (nell’Under 15 giocava con Moussa Dembele, centrocampista belga del Tottenham ugualmente seguito, nel recente passato, dal club di Andrea Agnelli). Destro naturale, Coman è pure stato il più giovane esordiente del Psg, in Ligue1: a 16 anni, 8 mesi e 4 giorni ha disputato qualche minuto nella trasferta di Sochaux. Un primato soffiato a Didier Domi (16 anni, 10 mesi e 24 giorni) e alla meteora juventina Nicolas Anelka (16 anni, 10 mesi e 24 giorni). Quest’ultimo approdato in bianconero al crepuscolo della carriera. Una situazione opposta a quella di Coman: giovane e con la fame di chi vuole emergere. Tanto da non avere quasi tempo per riposare: per non perdere nemmeno una parola di Allegri, assieme al compagno Alvaro Morata - da ieri purtroppo concentrato soprattutto nel lungo recupero a causa dell’infortunio al ginocchio sinistro -, dopo gli allenamenti apre i libri e si dedica all’apprendimento della lingua italiana.

Fonte: Tuttosport (articolo a firma di A. Baretti)

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