Solo chi cade può rialzarsi!

In questi giorni dopo la debacle di Cardiff, tutto è stato messo in discussione, ogni singolo aspetto di ogni parte della società, dall'allenatore ai giocatori, passando per i tifosi.

Si sa, accettare questa sconfitta, per come è maturata ma prima ancora per come eravamo giunti a giocare questa finale, non è facile, fa male e resta una grande ferita aperta che con il tempo, e con i giusti rimedi (riprovarci subito) si rimarginerà.

Ma è indubbiamente oltremodo sbagliato e quasi offensivo , leggere di giornali che parlavano fino a ieri di fenomeni vicini a Messi, di goleador al pari di Trezeguet e dei grandi del passato bianconero, di un centrocampo che aveva sopperito alla grande alla partenza di Pogba, della difesa più forte della storia, per poi cambiare radicalmente idea e concetti nel post Cardiff.

Nel calcio, come nella vita, solo chi ci prova può arrivare, e chi arriva può cadere o saltare, ma se non arrivi non hai neppure la possibilità di provarci, hai perso in partenza.

Succede poi che nella sportivissima Italia del pallone, agli altri non restano le briciole, e quando non ci sono neppure quelle, invece di ringraziare l'unica squadra in grado di garantire nuovamente, grazie ai propri risultati, quattro squadre nell'Europa che conta, ci troviamo a leggere tanti, troppi insulti, oltre lo sfottò, esultanze di gioia che superano di gran lunga la goliardia. E tutto questo fa molta tristezza. Per chi esulta.


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