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Data di nascita: 21 settembre 1987
Luogo di nascita: Fernando de La Mora (Paraguay)
Nazionalità: Paraguaiana
Status: Comunitario
Ruolo: Esterno sinistro
Squadra di club: Club Deportivo Maldonado
Valutazione: 5 milioni di euro
BIOGRAFIA CALCISTICA
Marcelo “Chelo” Estigarribia muove i primi passi nel calcio professionistico in Paraguay, nello Sport Colombia e si mette in evidenza dal 2006 al 2008 nel Cerro Porteno, uno dei club più prestigiosi del suo paese. Le prestazione in patria gli valgono la chiamata in Europa, dove viene acquistato per 3 milioni di euro dai francesi del Le Mans nell’agosto 2008. L’avventura in Francia non è positiva: “Esti” colleziona nel 2008-09 solo 7 presenze in campionato di cui solo 2 dal primo minuto. Ancora peggio va nel 2009-10 dove raggiunge solo 5 presenze di cui solo 1 come titolare. Viene quindi ceduto in prestito nel gennaio 2010 al Newell’s Old Boys in Argentina, dove si impone come titolare fino al maggio appena passato. Tornato per fine prestito al Le Mans viene acquistato per 2 milioni di euro dalla squadra uruguayana del Club Deportivo Maldonado da cui la Juventus lo prende in prestito per 500.000 euro, con diritto di riscatto fissato a 5 milioni di euro. Con la nazionale paraguayana ha collezionato 21 presenze e 1 gol.
CARATTERISTICHE TECNICO-TATTICHE
Marcelo Estigarribia è balzato all’attenzione della comunità calcistica internazionale in occasione dell’ultima Coppa America svoltasi in Argentina. Il neo juventino ha disputato un’ottima competizione risultando tra i migliori del Paraguay arrivato in finale (pur non vincendo una sola partita). Nel solido, aggressivo, ma molto piatto e povero tecnicamente 4-4-2 dell’allenatore Martino, Estigarribia occupava la posizione di esterno sinistro di centrocampo. Mancino naturale di piede, Chelo si è imposto all’attenzione degli osservatori per la sua capacità di corsa, l’abilità nei cross e la buona attitudine al dribbling. Tuttavia le competizioni per nazionali si sono storicamente rivelate una vetrina poco attendibile per la valutazione del reale valore dei calciatori. Le prestazioni sono troppo dipendenti dallo stato di forma nel mese (piazzato a fine stagione) della competizione, dal contesto tattico di squadre assemblate in tempi ridotti, da motivazioni differenti. A mio parere le prestazioni nella squadra di club sono maggiormente indicative del reale valore di un calciatore. Per tale motivo, per la redazione di questa scheda, ad integrazione delle partite viste durante la Coppa America, sono andato a visionare un paio di partite giocate da Estigarribia nel Newell’s Old Boys nell’ultimo anno. Nella sua squadra di club Chelo giocava esterno di sinistra in un sistema 3-4-1-2. L’interpretazione del ruolo era sempre piuttosto prudente, più attento alla fase difensiva e alla copertura del centrale difensivo di sinistra sul lato debole che alla fase offensiva. Rare le occasione in cui Estigarribia ha attaccato lo spazio profondo senza la palla. Da un punto di vista atletico il calciatore paraguayano appare dotato di buonissime doti aerobiche che lo rendono capace di percorrere con continuità la fascia di competenza, caratteristica esaltata nel 3-4-1-2 del Newell’s Old Boys in cui l’esterno ha la competenza sull’intero settore laterale del campo. Le doti aerobiche sono innestate in una corsa agile e continua e capace di esprimere, più che accelerazioni repentine, velocità sostenute per lunghe distanze (30-50 metri). Tecnicamente il piede mancino di Estigarribia è abbastanza educato, senza essere sopraffino; usa molto poco il piede destro. In fase di possesso palla ciò che il neo bianconero riesce a fare meglio è correre lungo la fascia mancina palla al piede sinistro, tenendola lontana dal proprio marcatore mettendo la (propria) spalla destra davanti a quella sinistra del proprio marcatore. In questa particolare situazione di gioco Estigarribia è abile a condurre la palla tenendo alta la propria velocità sul lungo e ad appoggiarsi al difensore senza perdere controllo e coordinazione. Inoltre riesce a concludere spesso tale specifica situazione di gioco con cross mancini di buonissima qualità che riesce ad effettuare in corsa e tenendo a relativa distanza con l’utilizzo della spalla destra. La capacità e l’agilità di corsa di Estigarribia risultano essere la caratteristica decisiva anche per le doti di dribbling del calciatore, abile a saltare l’avversario variando leggermente l’angolo della corsa palla al piede, senza perdere velocità e controllo del pallone. Meno abile, perché meno esplosivo e non particolarmente tecnico sul breve, nel dribbling da fermo o a bassa velocità. Le impressioni avute e le statistiche della sua carriera concorrono nel disegnare un giocatore poco abile in fase conclusiva, sia per caratteristiche tecniche che per una certa mancanza di personalità generale, che si riflette maggiormente avvicinandosi all’area di rigore avversaria. Da un punto di vista difensivo Estigarribia è un giocatore capace di applicarsi tatticamente, dotato di una buone dose di agonismo e può sfruttare le proprie caratteristiche atletiche. Non sempre appare preciso nel posizionamento e nelle scelte tattiche difensive.
IMPRESSIONE E PROSPETTIVE
Da un punto di vista generale Marcelo Estigarribia è un discreto giocatore di fascia, ancora relativamente giovane. La precedente esperienza in Europa è stata fallimentare, ma oggi ha l’età giusta per sfondare. Tuttavia, e spero di sbagliarmi, ci troviamo di fronte a un giocatore di livello medio-basso, che, se ho ragione, appare inadatto al livello richiesto a una squadra, come la Juventus, che vuole ambire a posti di primissimo livello anche solo in ambito nazionale. Sinistro discreto, buone doti di corsa e di cross, abilità nella conduzione della palla sono le caratteristiche migliori di Chelo Estigarribia, tuttavia collocabili in una fascia inferiore a quella auspicabile per la Juventus. Inoltre il giocatore sembra non essere dotato di grandissima personalità calcistica, limitandosi il più delle volte a giocate semplici, quando non banali. Oltretutto non sembra avere le caratteristiche richieste agli esterni di una squadra di Antonio Conte. Semplificando, è più un esterno alla Delneri, capace di coprire 110 metri di campo, di giungere al cross e di scalare a fare il quinto di difesa sul lato debole che un esterno delle nuova Juve. Sembrano mancargli le caratteristiche di pericolosità sul breve e negli ultimi 20 metri richieste e la capacità di saltare l’uomo partendo anche da fermo o in spazi stretti. Non sembra inoltre possedere la personalità calcistica necessaria per prendere iniziative importanti nella trequarti campo avversaria. Personalmente l’ho visto sempre giocare in fascia sinistra, dove ama percorrere il binario, non tagliando mai, né con la palla né senza verso l’interno del campo. Da mancino sarebbe auspicabile, per l’interpretazione voluta da Conte, che fosse capace di giocare anche a destra, portando il pallone col piede forte verso l’interno. Non so se sia in grado di farlo. Analizzando la postura di corsa, le modalità di conduzione del pallone e le caratteristiche tecniche non sembra particolarmente indicato per giocare questa specifica situazione. Il giudizio generale e quello specifico sull’adattabilità e utilità nella Juve di Conte non sono lusinghieri. Sono il primo che spera di avere preso un abbaglio, ricordando sempre che il numero di partite visionate del giocatore, praticamente sconosciuto ai più fino a 3 mesi fa, è piuttosto ridotto.
fonte: uccellinodidelpiero.com
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