Talent Generation: Ticinovic studia per diventare come Nedved

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La Croazia, più in generale l'ex Jugoslavia, è da sempre stata fucina di grandissimi talenti, fantasia al potere e teste ribelli, genio e pazzia, da Savicevic a Boban passando per Prosinecki, il famoso talento balcanico non è di certo una novità. Il giovane che quest'oggi vogliamo presentarvi si chiama Mario Ticinovic, e circa due anni fa, fu consigliato al Napoli da Edy Reja, allora tecnico del Hajduk Spalato, attuale squadra del mini campioncino. Mini in senso strettamente fisico, 174 cm per 74 kg, perchè per quanto riguarda il talento, stiamo parlando di un giocatore molto forte, che occupa tutte le posizioni di trequartista, da destra a sinistra. Giocatore dinamico, che ama svariare da una parte all'altra del centrocampo, con doti spiccatamente offensive, ancora acerbo sopratutto per un difetto: poca presenza in zona gol. Passiamo ai pregi di questo giovane ventenne con il futuro dalla sua parte: evidenzia un dinamismo notevole, ottima tecnica di base, personalità da vendere, anche grazie al suo grande talento. Perfetto esempio di giocatore moderno, tecnico ed instancabile, ottima visione di gioco e cambio di passo devastante nello stretto. Come potete notare dalla foto, Mario somiglia tantissimo a Pavel Nedved. Non vogliamo azzardare paragoni, ma la "furia" agonistica, le caratteristiche offensive e le grandi dote dinamiche del "peperino" made in Croazia. Emozionante osservare la sua accellerazione e la destrezza nel breve, i tifosi bianconeri ricorderanno bene gli improvvisi cambi di passo della "Furia Ceca", ed osservandolo rivedranno in lui quelle movenze devastanti. Siamo ancora lontani dall'essere definito "Furia Croata". Il tiro non è devastante come quello di Pavel, così com'è tutta da verificare l'attitudine guerriera propria di Nedved. Il ragazzo però è sulla buona strada, e tra un anno o due potrebbe essere pronto al grande salto in un club importante. Presente in tutta la trafila delle giovanili della nazionale croata, è stato protagonista dell'ultimo mondiale under 20. Come detto ora manca il grande salto di qualità: deve diventare decisivo per l'Hajduk per poter approdare nella selezione maggiore ed esplodere definitivamente, per diventare il beniamino di una nazione che calcisticamente, sta crescendo in maniera imponente.

Vito Patrone (http://www.julive24.it/)

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