Allo Juventus stadium coreografia su Calciopoli

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TORINO - Già, i nemici. Nemici a suo tempo ringalluzziti e rilanciati da calciopoli, trascinati ai successi da Roberto Mancini e José Mourinho (in parte minima anche da Rafa Benitez, il mondiale per club...); quelli ridimensionati dall’età che avanza, dai rivali che si rafforzano, dal ciclo in via di esaurimento. Derby d’Italia, com’è da sempre. Corrida ad altissima tensione, com’è da un po’. Per questo, anche per questo, lo Stadium sarà un’esplosione di colori e di sensazioni, di slogan e di rivendicazioni. Con i tifosi protagonisti assoluti. Sarà l’orgoglio gobbo sbandierato, perché dopo anni di bocconi amari finalmente affronteranno i nerazzurri morattiani guardandoli dall’alto di una classifica premiante, da imbattuti. Più che mai divisi da rivalità, più che mai convinti che il campionato sia ancora abbordabile. Si può esemplificare il sentimento del popolo bianconero, così: «Ci crediamo e non dimentichiamo». 
LO SHOW - Insieme, appassionatamente. Lo Juventus Stadium raddoppierà lo spettacolo. In campo e sugli spalti. Per il derby d’Italia contro l’Inter - orfana di Massimo Moratti : il presidente ha preferito i giovani, ndr -, infatti, la scenografia non avrà precedenti, lascerà a bocca aperta, stupefatti. Sarà straordinaria. Gli ultras bianconeri chiedono pertanto la collaborazione di tutti, anche di chi sarà seduto in tribuna d’onore, affinché la coreografia vada in... gol. Tutti protagonisti per continuare il sogno di tutti», firmato dalla Sud. Quarantamila cuori palpitanti, zero biglietti disponibili. Tre punti pesanti in chiave scudetto, per la Juve di Conte che alza il volume: «Trascinateci, sarete il nostro dodicesimo uomo in campo. Martedì lo stadio era fantastico. Se sarà ancora più bello...». La madre di tutte le partite, o la figlia fate voi, ripresa in ogni modo, anche in tre dimensioni per gli amanti della... profondità, della penetrazione. Una sfida carica di adrenalina che avrà un palcoscenico mondiale: 150 giornalisti accreditati; 270 tecnici operativi per la produzione tv, 30 telecamere pronte a cogliere ogni sfumatura, emittenti straniere in arrivo anche da oltre oceano, 160 paesi collegati. Un duello planetario sulle televisioni di Europa, Malesia, Cina, Singapore, Hong Kong, Myanmar, Nigeria, Burundi, Tanzania, Uganda, Ruanda, Mozambico, Guinea, Indonesia, Usa, Canada Australia, Messico, Giappone, Armenia, Angola ecc. Si scaldano gli animi. Prima, però, un minuto di silenzio per ricordare il soldato italiano caduto in Afghanistan. 

Fonte: Tuttosport

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