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Il primo episodio si riferisce al 17′ minuto della prima frazione e lo potrete vedere nel primo video qui sotto. Alessandro Matri sta lottando con Roger De Carvalho in area di rigore per guadagnare lo spazio necessario a ricevere un cross che Pepe sta per effettuare dalla destra. Il difensore del Genoa per un attimo si disinteressa del pallone e cerca di fermare la corsa di Matri, trattenendolo, che invece ha lo sguardo rivolto verso l’esterno destro. Facendosi spazio con anche la forza, lo juventino riesce a rubare il tempo all’avversario che a questo punto lo “cintura” con entrambe le mani, impedendogli di completare lo scatto verso il pallone che nel frattempo sta per spiovere in area di rigore. Le immagini in questo caso parlano chiaro, ed ha ragione la Juve a protestare per questo episodio.
Il secondo episodio è passato quasi inosservato in un primo momento, ma poi le televisioni, forse anche su suggerimento di qualcuno dell’ufficio stampa della Juventus, sono andate a recuperare le immagini. Il minuto di gioco è il 28′ quando Marchisio tenta una conclusione da fuori area che viene ribattuta da Marco Rossi. Il capitano del Genoa respinge la palla verso l’esterno nella direzione di Sculli. Dalle immagini, per nulla chiare in questo caso, si intuisce solamente che il numero 81 possa aver addomesticato il pallone con il braccio destro prima di liberare l’area di rigore. Dietro al giocatore del Genoa va segnalata la presenza di Pirlo che avrebbe potuto giocare il pallone in una posizione molto vantaggiosa di campo.
Difficile stabilire se Sculli abbia istintivamente allargato il braccio per fermare il pallone compiendo una giocata “volontaria”, o se il pallone sia semplicemente rimbalzato casualmente sul braccio del giocatore genoano. A parere di chi scrive è troppo difficile fare una valutazione di questo tipo con le immagini che abbiamo a disposizione. In questa stagione abbiamo visto assegnare rigori per situazioni molto simili, come quello concesso al Napoli dall’arbitro Brighi nella partita con il Bologna del 16 Gennaio scorso che consentì agli azzurri di pareggiare, ma è comprensibile la scelta di Rizzoli di non intervenire.Il terzo episodio in ordine cronologico è il gol annullato a Simone Pepe al 26′ minuto della ripresa. Al di là del fatto che si tratta di una “chiamata” molto difficile per il guardalinee, in questo caso basta guardare le immagini con la linea “magica” posizionata sul terreno di gioco per capire che il gol era a tutti gli effetti regolare.
Il quarto episodio risale invece al 32′ minuto della ripresa e per la prima volta è nell’area di rigore della Juve. Palacio si sta coordinando per tirare in porta quando Marchisio, con tutta probabilità involontariamente, gli schiaccia il piede destro. La conclusione che ne esce fuori è orribile, proprio perché Palacio è stato disturbato nel momento della preparazione del tiro. Anche in questo caso Rizzoli è molto vicino all’azione e lascia proseguire, ma sembra evidente il danno procurato dal centrocampista della Juve che ha sbilanciato l’attaccante del Genoa proprio nel momento della conclusione in porta.
Il ultimo episodio è quello che ha fatto arrabbiare il presidente Preziosi. E’ il 46′ minuto di gioco quando Pirlo, nel tentativo di spazzare il pallone, entra in contatto con Marco Rossi. Il capitano del Genoa cade a terra ma anche in questo caso l’arbitro Rizzoli non fischia nulla. Rivedendo le immagini si vede chiaramente che Pirlo tocca prima il pallone e lo fa carambolare proprio sullo stinco del centrocampista genoano. Dopo aver toccato la palla il regista della Juve ritrae entrambe le gambe, mentre Marco Rossi non fa nulla per evitare il contatto ma anzi allarga la gamba sinistra quasi trascinandola.
Pirlo non poteva certamente teletrasportarsi dopo aver toccato il pallone modificandone la traiettoria, senza oltretutto neanche affondare il tackle. Il rigore su Palacio ci poteva stare tranquillamente, questo francamente no. Un giocatore deve poter fare un’entrata in scivolata per fermare un avversario e se prende il pallone l’azione deve proseguire.
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