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12 aprile 2012 - 82 minuti sul cronometro: Juventus-Lazio, partita della 32esima giornata di Serie A, è inchiodata sull' 1 a 1, e dopo infinite occasioni sprecate dalla squadra bianconera, l'arbitro fischia un calcio di punizione a favore della Juve. La barriera della squadra biancoceleste formata da quasi tutti i calciatori sembra un muro insormontabile: Pirlo che sbotta riguardo la disposizione di essa e, all'improvviso, il tiro che non ti aspetti: secco, deciso, imprendibile; Alessandro del Piero, entrato da pochi minuti, trova l'angolo vincente proprio dove il portiere pensava di sentirsi sicuro.
L'esultanza, la linguaccia del Capitano, la gioia incontenibile di tutto lo Juventus Stadium, Conte misto eroico tra un vichingo e un capo ultrà, lacrime di emozione di tutti i tifosi a testimoniare una rabbia gioiosa che finalmente trova sfogo.
La partita di ieri sera era di quelle ostiche sotto tutti i punti di vista: la Lazio, più di chiunque altra squadra in lotta per l'ultimo posto in Champions, ha dimostrato che, nonostante le defezioni continue, bisogna crederci fino alla fine, fino allo strenuo delle forze; proprio come questa Juve, che a sei partite dalla fine, non ne vuole sapere di lasciare nulla al caso.
Questa squadra, contro tutti i favori del pronostico, ancora lotta e suda come la prima partita di questo campionato; ha acquisito fiducia nei propri mezzi, imbattuta da 36 incontri, 37 se consideriamo il match pareggiato contro il Napoli all'ultima giornata dello scorso campionato; nessun limite, nulla da perdere, e il diktat di Antonio Conte: "Quando nei secondi tempi le squadre si saranno stancate, noi saremo lì a fare la differenza, a correre più di loro", e la realtà racconta di una Juve che, dopo 5 vittorie consecutive, ha dimenticato cosa vuol dire pareggiare, e non sa più cosa vuol dire perdere.Non ci resta che sperare: una Juventus così tenace, adesso, non può permettersi di mollare.
NICOLA COCOLA
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