"Se voglio togliergli lo Scudetto del 2006? E come faccio, mica è loro"

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Il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, ha fatto un bilancio dei suoi primi anni alla guida della società. Da Luiciano Moggi alle polemiche con l'Inter, Alessandro Del Piero, l'impegno della sua famiglia per la Juve, la rivalità con il Torino: il patron si è confessato ai microfoni di "Studio Sport XXL'.

La Juventus, in testa alla classifica, è tornata a lottare per obiettivi importanti. Agnelli sorride: "Stiamo facendo bene ma il campionato è ancora lungo. Il Milan è la nostra rivale più temibile. Fuori dal campo, però, c'è un buon rapporto tra le due società. Dal punto di vista politico andiamo d'accordo su diversi punti".

Il processo di crescita della Juve procede spedito: "Sono stati fatti progressi importanti in questi anni. La Juventus per la mia famiglia è qualcosa di profondo, vogliamo tornare a vincere come abbiamo sempre fatto. Vincere è nel nostro Dna. Come è andata con Del Neri (suo primo allenatore da quando guida Juve, ndr)? Non ha avuto un compito facile, eravamo all'inizio della rifondazione. Ha fatto il possibile".

Del Piero invece c'è sempre, è la bandiera dei bianconeri: "Merita un grande tributo, come quando lo abbiamo applaudito a lungo in consglio di amministrazione. E' stato un momento toccante. Alex è l'essenza della juventinità, come Boniperti. Fa parte della nostra storia. Polemiche sul suo addio in estate? Non torniamoci su".

Agnelli è diventato presidente nel 2010, ma gli strascichi di Calciopoli non sono ancora finiti. La polemica con l'Inter per lo Scudetto del 2006 continua a essere molto forte: "Se leverei quel titolo all'Inter? No, io non devo togliere nulla. Per il semplice fatto che quel titolo non gli appartiene. Le cose sono cambiate rispetto a sei anni fa, sono emersi fatti nuovi e vogliamo che la giustizia faccia chiarezza. Cosa toglierei invece al Milan? La Champions del 2003, senza dubbio. Quella finale resta una grande rimpianto per noi ".

Sulla Juve di quei tempi: "Eravamo davvero la squadra più forte di tutte, avevamo grandi campioni in squadra. Moggi? Nel suo lavoro era il migliore, ci sa fare con il calcio. Giraudo invece è stato come un padre per me. Tra noi c'era amore e odio".

Agnelli ha una battuta anche per il Torino. In passato la rivalità tra le due squadre era più sentita, ma "il derby resta il derby. Anzi, spero che i granata possano risalire per poterlo giocare. Mi piacerebbe che questa partita tornasse a essere importante anche per la classifica, oltre che per il campanilismo".

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