Tutti i segreti di Vinovo!

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Conte arriva sempre un po prima degli altri, s'infila nel suo ufficio dove di lì a poco arrivano i suoi collaboratori. E una stanza non molto grande, occupata da una scrivania con sei sedie intorno, c'è una tv, una lavagna per la tattica. Qua e là fogli con abbozzati schemi,movimenti in campo, sistemi di gioco: fra quelle quattro mura nasce il gioco della Juventus. E lì che Conte sviluppa le sue intuizioni notturne («Le idee migliori mi vengono all'alba»,ipse dixit) insieme con i suoi collaboratori. E lì che vengono programmate le sedute atletiche con cui spreme la squadra durante la settimana. Di fronte a quella stanza c'è lo spogliatoio dello staff, una riproposizione in piccolo di quello della prima squadra. Finita la riunione tecnica, Conte si cambia lì prima di unirsi alla squadra.

LA CITTA PROIBITA La nostra visita nella Vinovo dove nessun comune mortale può mettere piede?? Inizia dalle stanze del capo e del suo stato maggiore. Non è un caso, perché l'anima dello Juventus Center pulsa grazie a loro che l'hanno trasformato nel luogo dove forgiare non solo i muscoli, la tecnica e la tattica della squadra, ma anche e soprattutto la mentalità, quella che spesso - quest'anno - ha fatto la differenza. E
passegiando in punta di piedi negli ambienti dove quotidianamente la Juventus lavora se ne colgono spunti un po ovunque.
ASINI SU POSTER Angelo Alessio , per esempio, ha scovato unillustrazione con due asini legati a una corda e due mucchi di fieno: se vanno ognuno per conto proprio verso un mucchio diverso la corda li strozza e non permette loro di mangiare, se invece si muovo insieme nella stessa direzione, riescono a rifocillarsi. Non ci sono parole, solo un titolo: «La collaborazione». Il vice di Conte ne ha appiccicate copie un po ovunque: è forse la sintesi più semplice ed efficace dello spirito che anima la Juventus di quest'anno.
UN PEZZO DI STORIA Dalle stanze di Conte, prima di accedere al sancta sanctorum dello spogliatoio, c'è lo spazio riservato al settore medico, animato fin dal mattino. Ogni giorno lo staff sanitario bianconero coordinato da Fabrizio Tencone e gestito da Gianluca Stesina e Luca Stefanini si ritrova lì per un primo punto della situazione. Nell'ufficio, che una volta era di Riccardo Agricola , c'è una magnifica foto della prima Juve campione d'Italia nel 1905: elegantissimi pionieri, con i loro camiciotti bianconeri e i baffi a manubrio. Ogni
giocatore che entrava non resisteva alla tentazione della battuta rivolta allo storico medico juventino: «Dottore, lei chi è di quelli lì». Alla fine Agricola stava al gioco e aveva anche deciso di indicare sempre il secondo da destra e un giocatore - si dice il peccato non il peccatore, che tuttavia non è più a Vinovo - aveva finito per crederci e un giorno, durante una trasferta, aveva chiesto: «Dottore, ma comera il calcio quando giocava lei?».
Poi si arriva davanti a una doppia porta a spinta: la prima sbirciata la si butta dagli oblò dove si coglie la fila rossa di armadietti. Lo spogliatoio dello stadio è sicuramente un luogo di emozioni più forti, ma questo è il posto dove quotidianamente Conte martella la squadra, dove esplodono le battute di Pepe e gli scherzi dell'insospettabile Pirlo (che aspetta lo spegnimento di qualsiasi telecamera e la scomparsa di ogni taccuino per trasformarsi), dove si consumano le vigilie trepidanti in attesa dei big match. Ed è anche il luogo di maggiore intimità dello Juventus Center: l'ingresso agli estranei è severamente vietato, salvo autorizzazione di Conte. In mattinata i magazzinieri hanno già sistemato le scarpe e gli asciugamani nel vicino locale docce, più tardi metteranno le maglie per la seduta.
PERSONALIZZAZIONE Ogni armadietto è personalizzato con il nome, ma i giocatori aggiungono foto, ritagli, adesivi e arredano? Il loro angolo di Vinovo. Buffon ha il primo sulla sinistra e prima ancora del nome spiccano gli adesivi degli Ultrà della Carrarese e una figurina di Krasic in maglia serba misteriosamente appiccicata sull'antina. Marchisio ha creato un bel patchwork, quasi tutti hanno le foto dei famigliari, ma spesso gli armadietti sono anche la lavagna per gli sfottò: titoli di giornale, fotomontaggi, caricature... tutto fa brodo per scherzare con un compagno.
Accanto ci sono le docce, la vasca con lacqua gelida (tortura a cui i giocatori si sottopongono alla fine di ogni allenamento), l'idromassaggio (usato assai raramente al contrario di quello dello stadio) e la sauna (forse mai accesa). Vicino agli spogliatoi c'è la palestra, con le ormai famose macchine yo-yo indrotte questanno da Julio Tous che collabora con i preparatori Sassi e Bertelli . Tra i segreti bianconeri di questa stagione ci sono anche questi attrezzi che sviluppano la forza in modo meno traumatico. Per i muscoli. In fondo allo stanzone, illuminato da una enorme vetrata che dà sugli otto campi del centro, c'è lo stereo. Il dj cambia ogni giorno, i generi sono più disparati (dal rock al latinoamericano passando per la disco) e solo a un giocatore è vietato avvicinarsi all'impianto: Buffon, i cui gusti (melodico italiano Anni 60/70) vengono sempre bocciati dagli altri.
STILE MICHAEL JORDAN Nel corridoio che segue si affacciano la piscina (per il recupero degli infortunati) e, accanto a un'indispensabile macchina del ghiaccio (ne vengono consumati svariati chili al giorno), la stanza dei fisioterapisti: sui quattro lettini i giocatori si rilassano e recuperano, a volte leggono o chiacchierano. Anche lì spunta una fotocopia con un'immagine di Michael Jordan e una sua massima: «Posso accettare la sconfitta, capita a tutti di perdere. Quello che non accetto è non provare nemmeno a vincere». Chi esce dalla stanzone (spesso per andare a pranzo) ha un altro spunto per riflettere.
TRE MAGAZZINIERI Si arriva poi al magazzino, la sacrestia dove Maurizio Bertoli , Susanna Rolfo e Antonio Gentile gestiscono tutto quello che serve. Ma proprio tutto, perché la divisa da gioco comprende pure le mutande, identificate sull'elastico con il numero di maglia. Lo stanzone è ordinatissimo, in alto spuntano palloni (frutto di scambi con altri club), ma è soprattutto il posto delle scarpe. La dotazione di ogni giocatore è uno scatolone col suo numero, ma ciò che conta sono i gusti di ogni giocatore. Pirlo usa sempre i 13 tacchetti di gomma: qualsiasi terreno, qualsiasi clima. Chiellini monta quelli più lunghi, quasi sempre a 6. Cè chi chiede un'elaborazione, come sulle moto: la suola di uno scarpino a 13 (considerato più morbido) su cui montare 6 tacchetti. Gli angeli custodi non si scompongono e pescano tra rondelle e bulloncini. Sembra un box di F1, la filosofia è quella: nessun dettaglio può essere trascurato nel regno di Conte.

Ed ecco le foto delle zone più significative dello Juventus Center di Vinovo :






IL PARCHEGGIO riservato ai dirigenti e alla prima squadra. Davanti all'ingresso degli spogliatoi ogni spazio è stato personalizzato con il nome dei giocatori. E c'è chi scherza: Conte ha voluto che si parcheggiasse su tre file, in rigoroso 4-3-3.







L'UFFICIO DI CONTE: qui nascono gli schemi e i cambiamenti tattici che il tecnico discute con i suoi collaboratori. Ma anche le riunioni con i preparatori atletici si svolgono intorno a questo tavolo. E' la prima stanza dove entra Conte al mattino.











LO SPOGLIATOIO di Vinovo: in mezzo alle due file di armadietti ci sono quattro schermi su cui girano le immagini dei prossimi avversari. Ogni occasione è buona per studiare e Conte le sfrutta tutte: conosci il tuo nemico!










IL MAGAZZINO: per un aspirante calciatore è il paese dei balocchi. Ci sono maglie di ogni tipo, qualsiasi indumento, palloni e le scarpe di tutti i giocatori.










I TACCHETTI sono una parte essenziale del magazzino. Ci sono tutti quelli che un professionista può desiderare i magazzinieri li montano in qualsiasi modo.










L'INGRESSO degli spogliatoi con gli zerbini. Per favore pulirsi le scarpe grazie, recita il cartello. Lo fanno tutti, perché chi sgarra paga la multa!


LA SALA DA PRANZOdove la squadra si ritrova sempre in occasione dei doppi allenamenti. La dieta è decisa dai medici: niente pane, pochi carboidrati, ma sughi gustosi preparati dal cuoco, che sfrutta la cucina, costruita lo scorso anno con la sala da pranzo: tutto voluto da Marotta.










LA SALA MASSAGGI, prima e dopo gli allenamenti è assai frequentata. Al lavoro ci sono i fisioterapisti che massaggiano, fasciano le articolazioni, dedicano tutte le attenzioni possibili ai muscoli bianconeri. Spesso il massaggio è il momento più rilassante della giornata di un calciatore.








LA PISCINA per gli infortunati. Qui chi ha avuto traumi muscolari o alle ginocchia può fare esercizi in scarico. Posto fondamentale, anche se frequentarlo non è molto ambito. E profonda circa 160 cm e ha le pareti di vetro per poter seguire da fuori i movimenti di chi è dentro.







 


Esclusiva Tuttosport di Guido Vaciago 

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