|
|
|
|
|
|
|
|
|
Il passato attraverso il futuro, perché la storia non muore mai. E a suo modo, ieri pomeriggio, è stato un piccolo grande momento storico visto che alla prima festa di uno Juventus Club tenutasi in videoconferenza, unendo Torino a Messina, hanno partecipato tre grandi bianconeri di sempre: Giampiero Boniperti , Ernesto Tino Castano e Beppe Furino in una stanza, tre epoche vincenti della storia juventina che si muovevano nel cyberspazio, annullando 1300 chilometri e rendendo possibile l'abbraccio dei soci dello Juventus Club Doc John Charles al presidentissimo bianconero. Anche Boniperti, pur apprezzando le possibilità offerte dalla tecnologia, prende subito appuntamento per una visita di persona.«Vi prometto che se l'anno prossimo la Juventtus vince ancora lo scudetto vengo a trovarvi dipersona a Messina». Applauso via satellite e Boniperti sorride. Perché questo scudetto se l'è proprio goduto, il presidentissimo, e -come ai vecchi tempi - ci ha preso gusto: «Sì, qualcosa mi piacerebbe proprio vincerla ancora la prossima stagione. Il campionato o la Coppa dei Campioni, io la chiamoancora così (e ne ha tutti i diritti! ndr ), scegliamo a stagione in corso. O magari li prendiamo tutti e due. L'importante è che alla fine la Juventus qualcosa di luccicante lo alzi al cielo». Come dire: le sane vecchie abitudini...Anche perché Boniperti, la Juventus, continua a seguirla molto da
vicino e con l'amore di un tempo. Diversa è solo la discrezione con la quale cerca sempre di avvicinarsi ai temi bianconeri: «Del Piero? Oh, per carità, non fatemi questa domanda. Sapete che mi chiamano i cronisti e appena mi fanno quella domanda io saluto e metto giù. Non è per cattiveria, ma certe cose è meglio che le gestiscano i dirigenti di oggi senza interferenze. E poi rispetto ai miei tempi sono cambiate così tante cose: se penso come ho risolto io l'addio al calcio... A fine partita ho restituito le scarpette al magazziniere e gli ho detto: tienile pure, non mi servono più». Erano i tempi di Charles, a cui i calorosissimi tifosi bianconeri di Messina hanno dedicato il club, una scelta per certi versi fuori moda, ma dal valore storico ed emotivo inestimabile. Racconta Boniperti con gli occhi lucidi: «Mi ricordo quando Peronace (il talent scout che portò il gallese in Italia, ndr ) portò John a casa mia quando sbarcò a Torino: suonarono e vidi un gigante. Risi e dissi: mi sa che devo smontare la porta per farlo entrare. Lo squadrai, impressionato dall'altezza e dalla potenza, poi dissi a Peronace: con questo qui vinciamo tutto. E così fu. Che uomo John, un gigante buono, meravigliosamente corretto. A volte in campo lo dovevo difendere io». Dietro di lui sorride Castano, in forma perfetta come d'altronde Furino tirato che lo prenderesti come alternativa a Vidal. Tutti e due hanno seguito con emozione la cavalcata juventina di questanno: «Peccato per la Coppa Italia. La squadra non c'era con la testa... Ma speriamo che sia una lezione su come si affrontano le finali da sfruttare l'anno prossimo in Champions». Sorride anche il presidente del club, Filiberto Romanetti che, insieme con il vicepresidente Gustavo Ricevuto , consegna il 3° Premio Mimmo Barbaro a Boniperti. Barbaro era un socio del club, mancato prematuramente, e al quale è stato intitolata la targa che ogni anno viene consegnata a chi si è distinto nello sport per correttezza, signorilità e professionalità. E Il presidentissimo lo riceve e ringrazia rispondendo a chi gli chiedeva, fra i tanti trofei vinti (tutto quello che c'era a disposizione...) qual è quello che gli ha dato più soddisfazione, risponde pensandoci solo un secondo. Una pausa lunga un sorriso, con il quale spiega: «La mia prima partita con la Juventus. Quella gioia, quell'orgoglio e quella soddisfazione non la dimenticherò mai». Fuoriclasse lo si rimane per tutta la vita.
Fonte: Tuttosport (articolo a firma di Guido Vaciago)

Commenti
Posta un commento