Con lui in campo il tempo sembrava non passare mai...

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17/05/2012 Ho avuto bisogno di qualche giorno per smaltire la sbornia dei festeggiamenti seguiti alla fine del campionato, vissuti in prima persona per le vie di Torino. In passato mi ero limitato a festeggiare nella mia città e/o allo stadio, ma stavolta ho voluto vivere la festa dove tutto ebbe inizio nel lontano 1897. Come ha detto il nostro superstraordinario Mister Conte, questo è lo scudetto numero 1 per lui, ma per tutti noi, è lo scudetto di una nuova Juve, tornata a vincere sul campo per la 30° volta, dimostrando di essere un gruppo coeso, fatto di gente pronta a dare tutto per i compagni, senza gelosie ed egoismi. Al di là del rispetto tra colleghi, credo infatti che tra i componenti della rosa si sia creata giorno dopo giorno una stima umana totale, il vero segreto per restare imbattuti 42 volte di fila, vincendo 26 partite, tra campionato e coppa Italia, e mandando in rete 20 giocatori diversi, cioè tutti tranne Elia (e i portieri). E' stata anche l'ultima stagione del giocatore più forte e rappresentativo della Juventus nella sua storia recente. Potremmo dire che Boniperti sia stato per il primo mezzo secolo di vita della società ciò che Del Piero è stato per il secondo. Ne sono passati di campioni da Torino, ma nessuno è loro paragonabile per talento e longevità sportiva: 15 stagioni per Boniperti, 19 per Del Piero. Personalmente ho vissuto la carriera di Alessandro, di cui sono coetaneo, come se fosse il fratello che non ho avuto, visto che la sua ascesa nella Juve è coincisa con gli anni in cui ho iniziato a seguire sempre più spesso la squadra allo stadio. Dal 20 marzo 1994, giorno in cui nella partita Juventus-Parma 4-0 gli vidi mettere a segno una tripletta (i suoi primi gol visti dal vivo, il 3°, 4° e 5° in assoluto in maglia bianconera), al 13 maggio 2012 ho trascorso 18 anni della mia vita a vederlo andare a segno ovunque e vincere tutto... Se la memoria mi assisterà, presto proverò a ricostruire quanti dei 289 gol io abbia avuto il privilegio di vedere allo stadio. Non nascondo la malinconia, che per il momento non mi ha fatto versare lacrime, ma chissà che domenica a Roma non accada perchè quella sarà, davvero, l'ultima partita con la Juve. Ho avuto la prova che spesso per i dolori più grandi non si piange: si è così increduli e svuotati che neppure il pianto riesce a emergere, fintanto che il dolore non viene realizzato e metabolizzato. Razionalmente è meglio lasciarsi così, con un tripudio di folla festante che celebra lo scudetto della rinascita, però con il cuore avrei voluto vederlo ancora con noi per la 20° stagione e per rigiocare con lui la coppa dalle grandi orecchie... Salvo miracoli successivi alla finale di coppa Italia ciò non avverrà, ma la cosa non deve minimamente inficiare la grande stagione che il Capitano ha disputato con tutti i suoi compagni. Alla fine lui ha dato l'esempio, perchè se non si lamentava lui, nessuno poteva osare farlo e così è stato... Alla fine i gol contro Inter e Lazio sono stati decisivi come se ne avesse fatti 10, così come quelli contro Roma e Milan, grazie (anche) ai quali siamo arrivati a giocarci la finale. Insomma, Alessandro Del Piero è stato decisivo sempre, fino all'ultimo, per 19 lunghi anni, dentro e fuori dal campo, e come tale lo ricorderemo e lo ameremo per sempre. Come ho scritto nel titolo di questo articolo, con lui in campo il tempo sembrava non passare mai, ritrovarlo ogni stagione con noi sembrava non ci facesse crescere ed invecchiare... Da quando lui uscirà dal campo allo stadio Olimpico domenica sera il tempo ricomincerà a scorrere e d'improvviso noi che lo abbiamo sostenuto per quasi vent'anni ci sveglieremo come da un sogno e ci sentiremo addosso in un colpo solo le 19 stagioni vissute insieme. Inizierà così l'era post Del Piero, speriamo foriera di un nuovo ciclo di successi, che tra qualche anno potremo dire essere iniziato proprio nella stagione del commiato del nostro simbolo principe di juventinità... Potrei continuare a scrivere ricordi e pensieri per ore, ma almeno per il momento mi fermo qui: grazie Capitano, grazie davvero di tutto, grazie 704 volte, tante quante le tue presenze con la tua, e nostra, seconda pelle...

Roberto Nappi

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