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nuovamente la Coppa dalle grandi orecchie, la dolce ossessione di ogni bianconero, tifoso, giocatore o dirigente. Meno ovvio è il modo con cui la Juventus ha intenzione di arrivarci e che è stato oggetto della pianificazione con l' allenatore. Un progetto strettamente legato al piano industriale, varato l'anno scorso in occasione dell'aumento di capitale, in cui convergono le strategie commerciali, quelle tecniche e quelle di mercato in modo da costruire una squadra con il dovere di primeggiare in Europa. Perché i bianconeri non
hanno il budget di un City o di un Psg, ma si troveranno a competere con quei club, oltre che
i soliti noti come Barcellona, Real Madrid e Bayern Monaco. Ecco quindi che bisogna prendere strade alternative. Pur non avendo centinaia di milioni da spendere, la Juventus cercherà fin da quest'anno di introdurre nella rosa giocatori di livello internazionale. I famosi top player (ma la definizione è passata di moda dopo il tormentone della scorsa estate...) che costano tanto, ma in teoria garantiscono un altrettanto importante salto di qualità. Ma la Juve non può permettersi un mercato di soli top e qui deve intervenire la competenza e la genialità di chi fa il mercato. Pescare a 10 milioni di euro un nuovo Vidal , per esempio, è un modo per rinforzare la squadra e portarla in alto a livello europeo senza sventrare il bilancio. Non a
caso, Marotta sta rinforzando il settore degli osservatori che giocheranno un ruolo fondamentale nei prossimi tre anni. Perché prima o poi il fairplay finanziario di Platini dovrà entrare a regime, mettendo in fuori gioco emiri e magnati in genere, ma nel frattempo sarà fondamentale saper arrivare sui talenti prima che la valutazione schizzi alle stelle. La strada per la Champions può passare anche dalla provincia d'Europa, non necessariamente solo dagli acquisti da 30 milioni. Anche perché la società può contare su un tecnico che ha saputo valorizzare giocatori dal prezzo meno luccicante, ma dalla sostanza garantita. Conte ha sviluppato uno stile di gioco che mette davanti al talento del singolo, la forza del gruppo e la capacità di tenere altissima lintensità della partita. E questo faciliterà la vita della Juventus in Champions, dove si gioca un calcio molto più vicino a quello dei bianconeri di quello delle altre grandi di Serie A. Conte, ovviamente, andrà avanti su questa squadra e, per questo, ha chiesto a Marotta di aumentare la qualità (in Europa non si scherza), ma
anche i chili e i centimetri della rosa, perché l'aspetto atletico è un fattore altrettanto fondamentale. In tutto ciò, e qui Conte non c'entra o c'entra solo marginalmente, la Juventus dovrà crescere anche dal punto di vista economico perché per primeggiare nel ranking Uefa e dare lassalto alla Champions, conviene essere alti anche nella classifica che ogni anno viene pubblicata dalla Deloitte e Touche, nella quale le squadre sono ordinate per fatturato. Nell'ultima stagione la Juventus ha raddoppiato gli spettatori, ha inaugurato uno stadio avveniristico, ha aperto un museo: i primi tre passi nel futuro, ma non gli ultimi, perché il brand Juventus è tornato ad avere grande appeal e nuove frontiere stanno per essere superate. E più soldi uguale più vittorie è
un circolo virtuoso che Agnelli vuole innescare di nuovo. Entro il 2015.
Fonte: Tuttosport (articolo a firma di Guido Vaciago)

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