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Oggi è il 5 Maggio sono passati 10 anni dal quella domenica del 2002 che è impressa in maniera idelebile nella memoria di ogni Juventino, il 5 Maggio 2002 è e rimarrà una data fondamentale per ogni tifoso della Juventus.
La vittoria dello scudetto numero 26 strappato dalle maglie dell’inter nell’ultima giornata di campioanto è stata una festa indimenticabile per tutto il popolo bianconero, quello scudetto più di altri significa carattere, determinazione, crderci fino alla fine. Nel 2003 la Juventus si ripete e vince lo scudetto con ben 7 punti di vantaggio sull’inter, 7 punti che danno la dimensione dell’abisso che divide la Juventus dall’Inter, l’Inter è una squadra fragile che dimostra sul campo di non avere il carattere necessario e sufficinente per competere con la Juventus; l’inter è la squadra dei “Piangina”, perchè non essendo in grado di competere con l’avversario indiscutibilmente più forte non sa fare nulla di meglio che lamentarsi costantemente di presunte ingiustizie subite.
La proprietà e la dirigenza dell’Inter però non accettano il verdetto del campo, non accettano la distanza che c’è tra la loro squadra e la Juventus, non comprendono (o fingono di non comprendere) che la Juventus vince non solo perchè è superiore sul campo ma costruisce le vittorie con un organizzazione unica nel calcio Italiano. E qui, a mio avviso, inizia la “Grande Farsa” perchè Moratti e il suo scudiero Facchetti non riuscendo a raggiungere sul campo i risultati desiderati iniziano a tramare, iniziano a costruire quella rete di connessioni con la classe arbitrale fatta di telefonate, regali e promesse con le quali credono di colmare la distanza con l’avversario con scarsi risultati e la loro frustrazione seguita ad aumentare.
La Juventus è il nemico che umilia costantemente i “Piangina” a suon di vittorie. Dopo la sconfitta del 2002 l’inter di Moratti, Tronchetti Provera, Facchetti, Oriali e soci ha solo un obbiettivo distruggere la Juventus, per raggiungere questo obbiettivo questi personaggi tralasciano le regole dell’etica sportiva ed iniziano a tessere nell’ombra quella trama vergognosa che verrà alla luce nel 2006 con la tristemente famosa farsa conosciuta come “Calciopoli”.
Oggi a dieci anni di distanza la Juventus è torna a giocarsi la vittoria nel campionato Italiano all’ultima giornata, a dieci anni di distanza dal 5 Maggio 2002 dopo che la Mafia milanese che controlla ancora oggi il calcio italiano continua in tutti i modi a destabilizzarla e annietarla, la Juventus risponde nella maniera migliore con le prestazioni sul campo, dimostrando di essere forte, compatta e determinata. L’avversario di oggi è il Milan di Galliani e Berlusconi un avversario temibilissimo si clacisticamente che nella capacità di orientare le decisioni della FIGC e del suo presidente “incompetente” Abete.
La Grande Farsa non è finita e non finirà sino a che personaggi come Moratti, Galliani, Berlusconi e Delauretiis saranno nel calcio italiano, solo la loro scomparsa dall’ambiente calcistico porterà un po’ di pulizia.
La Juventus del 2012 è il nuovo che avanza con un Presidente giovane e derminato come Andrea Agnelli, un allenatore che ha nel suo DNA lo spirito della Juventus, una CEO come Marotta che sta dimostrando che se si lavora seriamente e pragmaticamente i risultati arrivano e non dimentichiamo lo Juventus Stadium esempio concreto di capacità manageriali unico nel calcio Italiano. Questo è il significato di questa stagione, la sfida tra la Juventus ed il Milan è la sfida tra il nuovo che sta avvanzando e il vecchio che si agrappa a tutto per non essere spazzato via definitivamente.
Massimo Sottosanti

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