Pepe ok: si balla tra 3-5-2 e 4-3-3. Sale Matri, però Borriello...

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Andrea Agnelli, ieri a Vinovo, ha caricato la squadra

VINOVO (Torino), 6 maggio 2012 - La forza del gruppo, un gruppo da premiare.Antonio Conte convoca tutti per la partita che può regalare lo scudetto. Sì, tutti a Trieste, compresi Milos Krasic tatticamente mai sintonizzato e Paolo De Ceglie infortunato. Il momento è... catartico.

L'ORDINE In ballo c'è lo scudetto: siamo al secondo match-ball. Così, il presidente Andrea Agnelli è tra i primi a varcare i cancelli del centro sportivo bianconero, dove nel pomeriggio va in onda l'ultima seduta. Arriva in Cinquecento, saluta i tifosi che attenderanno qualche ora per vedere uscire il pullman, direzione aeroporto (sul
mezzo non cè il numero uno che resta a Torino). All'inizio il sole, poi la pioggia. Nel mezzo, l'allenamento che riporta tutti verso l'unico obiettivo: battere il Cagliari stasera a Trieste.

VARIABILE E le prove di ieri ripropongono la Juve con il 3-5-2. Il ritrovato Simone Pepe - la caviglia è ok - va a sinistra e davanti c'è Alessandro Matri, ex che ha un supplemento di stimoli. In un amen, la stessa formazione può trasformarsi in un 4-3-3 spostando lo stesso Pepe alto a destra (dove si esprime al meglio) e arretrando Stephan Lichtsteiner. Vedremo. Di sicuro Conte vuole tutti belli carichi, pronti all'uso. Così, anche Marco Borriello
punta al posto là davanti in coppia con Mirko Vucinic, per ripetere la prestazione - e i gol - di Novara.

CHE STORIA Per il resto, i titolarissimi. Che non hanno bisogno di particolari direttive, tanto sentono l'evento. Leo Bonucci, regista arretrato, scrive sulla sua pagina di Facebook: «Partenza per Trieste, sotto il diluvio! Un abbraccio lungo 10 anni a tutti gli juventini...». Un rievocare il 5 maggio in salsa attuale?

Fonte: Tuttosport (estratto dall'articolo a firma di Elvira Erbì)


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Top secret. Voci, spifferi, ma nessuna certezza. Antonio Conte protegge la formazione della Juve e non concede molto alla curiosità di chi vorrebbe scoprire qualcosa di sicuro sul modulo e sull’attaccante che giocherà insieme a Vucinic. Sul volo per Trieste sono saliti tutti i giocatori della rosa compreso l’infortunato De Ceglie: Conte ha voluto che non mancasse nessuno (a parte Grosso, che però da mesi non fa parte del gruppo) alla partita che potrebbe lanciare davvero la Juve verso lo scudetto.

Il modulo. L’impressione è che Conte sia intenzionato a insistere con il 3-5-2. L’obiettivo è quello di consentire libertà d’azione a Marchisio e Vidal: dai due centrocampisti sono arrivati rispettivamente 9 e 7 gol in campionato e anche contro il Lecce Claudio ha segnato la rete del vantaggio mentre Arturo per due volte ha sfiorato il raddoppio che avrebbe chiuso la partita e probabilmente il campionato. Con il 4-3-3, invece, Marchisio e Vidal dovrebbero coprire una zona di campo più ampia in fase difensiva e soprattutto dovrebbero recuperare molto più rapidamente dopo gli inserimenti. E con il secondo modulo sarebbe meno semplice per i terzini garantire le due fasi sulle fasce. Tra l’altro Chiellini dovrebbe allargarsi a sinistra, ma Conte non vuole rinunciare ai tre centrali di difesa: una soluzione che gli consente di far partire l’azione da dietro grazie alla tecnica di Bonucci. Ecco perché appare probabile la conferma del 3-5-2.

Il recupero. La buona notizia della vigilia è il recupero di Pepe, che può essere utilizzato sia nel 3-5-2 sia nel 4-3-3. Nel caso in cui Conte decidesse di schierarlo fin dal primo minuto (venerdì sembrava difficile, ieri decisamente possibile), Pepe giocherebbe a destra nel 4-3-3 o a sinistra nel 3-5-2. Optando per quest’ultima soluzione, Conte riproporrebbe in pratica lo schieramento di Novara dove al posto di De Ceglie inserì Giaccherini per sfruttare l’uno contro uno sulla fascia. Va però considerato che Pepe non ha mai giocato quest’anno da esterno sinistro del 3-5-2.

Il centravanti. L’altra novità, rispetto alla vittoriosa trasferta contro la squadra di Tesser, dovrebbe arrivare in attacco: sembrava dovesse giocare Marco Borriello, che dopo i gol di Cesena e Novara era rimasto in panchina contro il Lecce ed è in grande forma. E invece potrebbe essere riproposto Alessandro Matri, che è stato titolare solo due volte nelle ultime otto partite e dalla doppietta all’Udinese del 28 gennaio ha segnato appena una rete. Una rete importantissima, però: al Milan, nello scontro diretto. E oggi quel gol pesa in modo incredibile.

Fonte: GdS (articolo a firma di G.B. Olivero)

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Fonte: Il Corriere dello Sport (immagine estratta dall'articolo a firma di Domenico Latagliata)

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