
«Se e quando sarò chiamato, avrò il piacere di parlare e rispondere, ora stiamo parlando del nulla». Per il tecnico juventino, forse, ci sarà ancora un po' da attendere.Prima dovrebbe toccare al suo accusatore, Carobbio , poi (si parla dei primi di giugno) gli emissari di Palazzi andranno a far visita al tecnico campione d'Italia. Il tutto, per rispetto dell'inchiesta, andrà calendarizzato. La procura federale vuole riascoltare Carobbio perché - a quanto filtra - non quadrano diversi aspetti della sua confessione shock. Innanzitutto, le riunioni tecniche in cui Conte avrebbe rivelato i presunti accordi con Novara prima, con AlbinoLeffe poi. Possibile che Conte fosse così ingenuo da proferire frasi del tipo «state tranquilli che siamo d'accordo per il pari» davanti a tutti i suoi giocatori, con lo staff tecnico al completo? Erano più i rischi di una denuncia da parte di qualche scontento, che non le glorie. Il sospetto lo hanno avuto anche i federali, quando hanno chiesto a Perinetti se qualcuno si fosse lamentato di Conte: «Ricordo il caso di Calaiò e Reginaldo - ha detto il dg - qualche screzio con l'allenatore per il loro scarso impiego e altri episodi simili per altri atleti». Dunque, andrebbero sentiti anche Calaiò e Reginaldo. E ancora, nelle riunioni tecniche partecipavano, oltre a Stellini, D'Urbano, Alessio e Savorani, che andrebbero ascoltati.A proposito, nel corso delle audizioni, era passata inosservata la testimonianza dell'ex team manager del Siena, Nazario Pignotti (26 marzo scorso). A parte una inconsueta domanda sugli accoppiamenti dei giocatori nelle stanze («Carobbio era talvolta con Mastronunzio, talvolta da solo»), circa le riunioni tecniche la procura ha soltanto chiesto se vi partecipassero Stellini, Perinetti e Faggiano . Il tenore delle domande è il seguente, per tutti: «Le risulta che alle riunioni tecniche partecipassero anche i dirigenti Perinetti e Faggiano?». Lo hanno chiesto anche a Mastronunzio, quella stagione al Siena: «No, non mi risulta». Su Novara-Siena, novaresi e senesi negano all'unisono, su AlbinoLeffe-Siena bisognerà tornare a fare il giro di confessioni sul presunto incontro tra giocatori delle due squadre al Park Hotel di Stezzano, e dove - stando a Carobbio - venne sancito l'accordo per la sconfitta del Siena. Confronti discordanti, perché Poloni e Passoni ammettono e certo non va sottovalutato, ma Garlini, Sala e gli altri, no. C'è un dettaglio di non poco conto: nessuno ha mai citato «Conte». Qualora dovesse rispondere di un eventuale deferimento, Conte verrà inserito nel secondo troncone di processo, quello relativo al Cremona-Inter, mixato con le carte di Bari e (forse) Napoli. I federali contano di estinguere il secondo processo entro i primi di agosto. Intanto si sta per intavolare il primo processo relativo al Cremona-bis, che partirà con il primo grado giovedì 31 maggio e venerdì 1° giugno all'ex Ostello della Gioventù di Roma. Le date non sono casuali, la Disciplinare ha dribblato le semifinali play-off di serie B per evitare l'accavallamento. Si riprenderà con il dibattimento il 4 e 5 giugno, poi camera di consiglio e sentenze.
Fonte: Tuttosport (articolo a firma di Simone Di Stefano)
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