Storari: "Mi scuso con tutti, è stato un errore grave: spero di potermi rifare"

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Invincibili in campionato. Battuti nell'ultimo atto della coppa Italia. In porta, Marco Storari. Che stende Pocho Lavezzi , che causa il rigore, che nulla può contro Marekiaro Hamsik. Ebbene, proprio, lui, Storari, ultimo baluardo bianconero che non riesce ad evitare una delusione, in fondo a una stagione meravigliosa. E ci rimane male. «Mi scuso con tutti per il mio grave errore. Spero di potermi rifare. Un abbraccio, Marco», direttamente sulla sua pagina di Facebook. Un dispiacere che lo porta dove i tifosi non vogliono. «Non fa nulla, la sconfitta può starci», «Non ti preoccupare, ci rifaremo con la Supercoppa», «Tranquillo, non devi scusarti. Ti vogliamo bene», alcune pronte risposte degli appassionati. Uniti per consolarlo, uniti nella buona e nella cattiva sorte.  In effetti, la serata era storta per la Juve nel complesso, non certo per il suo
portiere, autore anche di pregevoli interventi. Mancava il solito ritmo, mancava la solita determinazione. Anche naturale, dopo le feste scudetto e un certo appagamento. Magari anche una certa stanchezza fisica, visto che i soliti noti hanno tirato la carretta dallinizio alla fine. A dirla tutta, c'è anche una frangia di appassionati che ha invocato, sin dalla vigilia, Gigi Buffon . Non per scarsa fiducia in Storari, ma perché il numero uno poteva essere l'uomo in più. Solo che ha staccato in anticipo, Gigi. E con Antonio
Conte cerano patti precisi. L'allenatore ha detto sin dall'inizio a Storari che in squadra c'erano delle gerarchie e che a lui sarebbe stata riservata la Coppa Italia. Detto, fatto. Senza motivo di rammaricarsi. Il portiere di coppa ha dato quanto poteva, in situazioni non certo semplici. E per giunta con avversari temibili, forse i peggiori del lotto. Basta pensare ai tre tenori, gente abituata a decidere i match, a saltare l'uomo, a creare dal nulla il gol. E allora si consoli, Marco. Perché evidentemente era scritto così. La sua stagione è comunque positiva: ha vinto lo scudetto, con tre partite all'attivo, ha portato la squadra alla finale di Coppa con quattro match vinti. E' caduto solo a Roma. Capita. D'altronde, non è stata una serata positiva per molti. Arturo Vidal pare accusi problemi fisici (pubalgia?), gli attaccanti l'hanno vista poco, le idee erano un tantino annebbiate. E c'è chi si è beccato pure il cartellino rosso. Proprio Fabio Quagliarella, espulso per il fallo di reazione su Salvatore Aronica , fa il mea culpa via web, come il compagno Storari: «Mi dispiace per l'episodio, mi rendo conto che non sono stato da esempio. Adesso ci riposiamo per riprendere poi alla grande! Grazie come sempre per il sostegno e l'affetto». Una Juve vincente, una Juve perdente. Comunque formata da uomini sensibili e molto vicini ai sostenitori. Dialogano con loro, si scambiano messaggi di felicità e pure di delusione. Quest'anno, fino alla vigilia di Roma, solo gioia. In chiusura, un po' di scoramento. Che aiuta a crescere e compatta il gruppo. L'avventura può ricominciare, fra un po'...

Fonte: Tuttosport (articolo a firma di Elvira Erbì)

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