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L'ottimismo di Beppe Marotta è stato
ribadito più volte, anche recentemente. Quello
dei tifosi del Manchester United non proprio,
visto che le sensazioni di queste ultime
settimane erano tutte volte a ritenere che Paul
Pogba avrebbe lasciato la squadra di Sir Alex
Ferguson. Fatto sta che dall'altra parte della Manica
non si sono ancora rassegnati a perdere il giovane
centrocampista francese, il «Wonder Kid» che
secondo tanti ricorda niente meno che Patrick
Vieira, uno che (anche) a Torino ha lasciato
ricordi mica male.
Sicurezza - In realtà la Juventus pare tranquilla:
il giocatore, pur in mezzo a qualche
tentennamento, ha espresso già da tempo il
proprio apprezzamento per la corte bianconera.
Con Mino Raiola che lo rappresenta, l'accordo è
stato trovato da qualche settimana sulla base di
un quadriennale a salire con base a
1.300.000 euro a stagione e, insomma,
non ci sono motivi per ritenere che il tutto
possa andare a carte e quarant'otto.
Siccome però nulla può essere dato per
scontato fino all'ufficialità del tutto, ecco che i tifosi dello United non mollano, corroborati nelle
loro convinzioni dagli infiniti tentativi che lo stesso Ferguson sta portando avanti per fare in
modo che Pogba rimanga un suo giocatore.
Quartetto - A Torino, appunto, sono convinti di poter annunciare prossimamente il
buon esito di un'operazione che negli anni a venire potrebbe rivelarsi un vero e proprio
crac: Pogba, diciannove anni compiuti a marzo, arriverebbe a costo zero e
garantirebbe qualità e quantità a un reparto che già può contare sui «Magnifici Tre»
Vidal, Pirlo e Marchisio, oltre che su Padoin e Marrone. Se poi arrivasse anche
Asamoah dall'Udinese, la festa sarebbe totale e il reparto pronto per affrontare una
stagione in cui la Signora vorrà essere protagonista sia in campionato che in
Champions League.
Chi è - Figlio di genitori guineani ma nato nella Seine-et-Marne, dipartimento della
periferia est di Parigi, Pogba attira le attenzioni degli osservatori da subito, fin dai primi
passi calcistici nella banlieue con l'US Roissy-en-Brie prima e l'US Torcy poi. Così,
quando più tardi brilla nelle fila degli Under 17 del Le Havre trascinando
contemporaneamente la Francia Under 16 alla vittoria in vari tornei giovanili, i riflettori
sulla sua arte si accendono in maniera inevitabile. Alla fine, non senza qualche
polemica e relative minacce di adire alle vie legali, il Le Havre acconsente al
trasferimento del giocatore allo United, dove Pogba sbarca ufficialmente il 6 ottobre
2009. Quasi tre anni dopo, per lui potrebbero adesso aprirsi le porte dello Juventus
Stadium: secondo alcune voci, il centrocampista sarebbe anche già stato a Torino per
le visite mediche e colpi di scena non dovrebbero quindi essercene. «Siamo ottimisti -
ha detto Marotta - Se la parola sarà mantenuta, l'esito sarà quello sperato».
Leader - Peraltro, senza dimenticare che si sta comunque parlando di un ragazzo
del 1993 che nella stagione appena conclusa ha raccolto solo tre presenze con la
prima squadra, Pogba viene raccontato anche come un leader nato.
Personalità da vendere, insomma: fascia di capitano portata al braccio già ai tempi del
Torcy, a tredici anni, e poi in tutte le selezioni giovanili francesi se si eccettuano i sei
mesi in cui è stato sospeso dalla Federazione in seguito alla controversa vicenda del
suo trasferimento.
Palcoscenico - Anche per queste caratteristiche, la Juve non vede l'ora di vederlo
all'opera e di coccolarlo: da escludere, infatti, che il francese possa essere inserito in
qualche altra trattativa. Se arriverà a Torino, sarà per restarci e per convincere Conte
a dargli quanto prima lo spazio desiderato: la voglia di bruciare i tempi e di sfondare
non gli manca, al punto che i mugugni che lo hanno portato a prendere in
considerazione l'ipotesi di un trasferimento sono stati dettati dalla volontà di mettersi
alla prova in prima persona su palcoscenici di grande valore.
Come quelli che frequenterà la Juve l'anno prossimo.
Fonte: Il Corriere dello Sport (articolo a firma di Domenico Latagliata)
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