Il primo giorno di Lucio è stato "da leader": attento e determinato, ha provato nel ruolo di Bonucci

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Amore è: scavalcare il muretto dello stadio di Chatillon per vedere un allenamento di mezza Juve (l’altra metà è in vacanza). Chiariamo subito: scavalcare non si fa, ma stavolta chi ci prova non vuole fare il furbo (prezzi da spending review: 4 euro ad allenamento nei giorni feriali, 5 nei festivi). Il problema è che i biglietti (2.500) sono esauriti per la seduta del mattino e per quella del pomeriggio, così chi è rimasto fuori ha provato a partecipare alla festa e qualcuno per una volta ha chiuso un occhio mostrando il cuore grande. Basta che non diventi un’abitudine.

Il nuovo pezzo del muro. Ieri è stato il grande giorno di Lucio, che è arrivato in albergo verso le 14 ed è sceso in campo alle 17,06 con gli altri compagni. Solita aria truce, che senza dubbio dona a un difensore; solita professionalità, visto che si è messo ligio agli ordini di Stellini per imparare i primi movimenti da svolgere in bianconero; solito carisma, che ha spinto il popolo juventino a dimenticare in fretta il suo passato interista e a coinvolgere il brasiliano nel classico «chi non salta nerazzurro è». Nelle prove tattiche di difesa a tre Lucio si è piazzato in mezzo, nella posizione solitamente occupata da Bonucci: accanto a lui Masi e Caceres. Lucio, che oggi verrà presentato ufficialmente, potrebbe prendere la maglia numero 2.

Prove tattiche. Mentre il brasiliano cominciava ad assaggiare la sua nuova realtà, iniziavano le esercitazioni tattiche sugli schemi offensivi. Se le prime indicazioni hanno qualche valenza, sarà una Juve ancora più offensiva: ieri venivano coinvolti nella manovra sei-sette elementi con particolare attenzione ai tagli e alle verticalizzazioni immediate. Si è rivisto anche qualche movimento del 4-2-4. Particolarmente attenti alle disposizioni dello staff tecnico sono sembrati Asamoah, Boakye e i giovani che devono assimilare in fretta le idee-base del calcio di Conte. Tra poco, comunque, tornerà Andrea Pirlo che prenderà il pallone e guiderà la Juve. Sul web gira una maglietta bellissima nella sua disarmante semplicità: «Stai calmo e passala a Pirlo». È sempre una buona idea.

Fonte: GdS (articolo a firma di G.B. Olivero)


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Lucio torna sui... banchi

CHATILLON, 15 luglio 2012 - Saltare non salta (non ancora, almeno: questione di coerenza) quando dalle platee cantano che «chi non salta nerazzurro è», tuttavia Lucio fa tante altre cose nella sua prima giornata di ritiro. Corre, ascolta i dettami tattici, cerca l'intesa con i compagni. E saluta. Saluta il suo nuovo pubblico: che se la gode e lo acclama sconfessando i timori di una accoglienza tiepida, o addirittura di una contestazione.

BEFFA Invece, si diceva, tutto fila liscio. Alla grande. Perché Lucimar Ferreira da Silva - Lucio per gli amici, appunto - è forte e ha vinto di tutto e di più. Ma è anche uno che giocava nell'Inter ma per mille e uno motivi (che vanno dalla voglia di provare nuove avventure a quella di continuare a conquistare trofei importanti, da protagonista) ha deciso bene di rescindere il contratto con il club di Massimo Moratti - rinunciando oltretutto ad una buona uscita economica - pur di trasferirsi a Torino. Ah, altro particolare altrettanto importante: pur di trasferirsi a Torino ha rinunciato anche all'ingaggio, più lauto, che gli offrivano club spagnoli e turchi. Ciò che maggiormente preme alla piazza bianconera, comunque, più ancora dei risvolti internazionali, sono i risvolti... interisti. Se davvero, come sembra, Lucio diventerà un pilastro portante della squadra di Conte , il fatto che sia stato soffiato proprio ai nerazzurri, sarà motivo di ulteriore soddisfazione per la piazza. Così come per l'amministratore delegato juventino Giuseppe Marotta sarà motivo di soddisfazione ripensare daverlo ottenuto a parametro zero: come Andrea Pirlo.

BONUS Inutile correre, però, e concedersi voli pindarici. Per ora, di certo, c'è che l'avventura di Lucio è iniziata a tutti gli effetti. Aveva potuto usufruire di un bonus di ferie, visto che ad inizio mese aveva trascorso due giorni a Torino - interrompendo le vacanze - per sottoporsi alle visite mediche e firmare i contratti. Ieri, dunque, ha raggiunto i compagni. E' arrivato dopo pranzo, ha parlato un po' con Conte, trasudando voglia di gettarsi nei nuovi meccanismi (altro che stanco per il viaggio!), e dunque - poche ore dopo - s'è dedicato alle prime sgambate in bianconero. Corsetta in un lato del campo (con misurazione di alcuni dati fisici sui quali poi impostare i carichi), mentre gli altri facevano riscaldamento. A seguire, esercitazione tattica: in attesa che tornino i nazionali Giorgio Chiellini , Leonardo Bonucci e Andrea Barzagli , Lucio s'è collocato in una difesa a tre in mezzo a Magnusson e Caceres. Potrà poi giostrare sia in quella posizione, nel 3-5-2, sia come centrale nel 4-3-3. Non ha invece preso parte alla partitella 11 contro 11 (per la cronaca, finita 2-1 con i gol di Quagliarella , Asamoah e Matri ).

SUPERCOPPA L'esperimento di ieri, comunque sia, è da considerare affatto estemporaneo. Quantomeno in vista della Supercoppa Italiana, in programma a Pechino contro il Napoli l'11 agosto. Visto che i nazionali si uniranno al gruppo soltanto per la seconda fase del ritiro, è cosa buona e giusta lavorare su soluzioni alternative (Conte potrebbe addirittura decidere di lasciare qualcuno a Vinovo, dispensandolo dal viaggio intercontinentale). Tantopiù con l'arrivo di Armero , il reparto risulta ottimo e abbondante, sempre di più. Se poi si contano pure i portieri... A proposito: ieri tutti i numeri 1 bianconeri (eccezion fatta per capitan Buffon ) sono stati ospiti sul palco del Summer Village. Marco Storari ha scherzato: «Io sono stanco dopo l'allenamento, ho una certa età, non come Citti , Branescu e Leali ». Leali che, appena acquistato dal Brescia, sta assaporando l'aria bianconera in attesa di capire se (ma più probabilmente dove) sarà girato in prestito per un anno. Intanto, però, dimostra personalità e ironia. «Perché ho scelto di fare il portiere? Perché non capisco nulla, sicuramente». Perplessità generale: perché? «Eh, perché il portiere alla fin fine si prende tutte le colpe...».

Fonte: Tuttosport (articolo a firma di Fabio Riva)


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