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Fonte: La Stampa (articolo a firma di Guglielmo Buccheri)
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Conte si gioca il futuro, oggi in aula per l’appello
Di fronte alla Corte di giustizia l’allenatore della Juve punta sul proscioglimento. Tutto ruota sulla credibilità di Carobbio
ROMA, 20 agosto 2012 - Ci sarà anche Antonio Conte oggi alle 14 all’apertura del procedimento d’appello davanti alla Corte di giustizia federale a sezioni unite (presidente Gerardo Mastrandrea) per il ricorso contro i dieci mesi di squalifica inflitti all’allenatore bianconero per le due omesse denunce di cui lo ha accusato il Procuratore federale Stefano Palazzi: Novara-Siena e AlbinoLeffe-Siena. Il collegio difensivo di Conte si è arricchito dell’avvocato Giulia Bongiorno, oltre a Antonio De Rensis e Luigi Chiappero. Conte sarà in aula, ma difficilmente prenderà la parola, limitandosi ad assistere ai lavori.
La decisione La decisione della Corte di giustizia federale si dovrebbe conoscere già mercoledì, i tempi sono necessariamente brevi visto che dai due procedimenti (quello di oggi relativo alla documentazione di Cremona, quello di domani sul materiale di Bari) dovrebbero sapere della loro sorte anche Grosseto e Lecce che in primo grado sono state escluse dalla Serie B.
Proscioglimento Rifiutato il patteggiamento (dopo un primo accordo a tre mesi «rifiutato» dalla Disciplinare), Antonio Conte e i suoi avvocati in aula chiederanno il proscioglimento dalle accuse che gli sono state mosse da Palazzi. La difesa punta sulle contraddizioni che sarebbero emerse dalle dichiarazioni di Filippo Carobbio in occasione soprattutto della partita Novara-Siena. La Bongiorno punta soprattutto sul fatto che Carobbio parla di una comunicazione sul risultato avvenuta all’interno dello stadio Piola, mentre secondo la difesa la riunione tecnica sarebbe avvenuta in albergo e non allo stadio. Insomma ci sarà battaglia sul filo della credibilità di quanto affermato da Carobbio. E su AlbinoLeffe-Siena si rifaranno al patteggiamento di Stellini che ha ammesso di aver fatto tutto da solo, tra l’altro scagionando Terzi e fornendo ai suoi legali armi per l’appello.
Attesa per domani Domattina si parlerà invece del filone scaturito dalla carte di Bari e, in particolare per i colori bianconeri, si tornerà a parlare di Udinese-Bari. Il Procuratore federale Stefano Palazzi ha appellato i proscioglimenti di Leonardo Bonucci, Simone Pepe, Nicola Belmonte e Salvatore Masiello, facendo soprattutto affidamento sulla «rinnovata» credibilità che nelle ultime ore starebbe conquistando Andrea Masiello. Le dichiarazioni, e soprattutto quelle alla Procura federale e ai magistrati baresi dopo l’arresto, in queste ultime ore avrebbero avuto conferme anche da parte di altri ex tesserati del Bari. I magistrati Ciro Angelillis e Giuseppe Dentamaro proprio in questi giorni (e Palazzi ha allegato le rassegne stampa) hanno avuto riscontri della credibilità di Andrea Masiello anche relativamente a partite delle stagioni 2007-2008 e 2008-2009. Anche in questo caso difesa e accusa si daranno battaglia sulla credibilità di tesserati che hanno deciso di collaborare sia con la giustizia ordinaria che con quella sportiva. Il compito di decidere è affidato ai giudici.
Fonte: GdS (articolo a firma di Maurizio Galdi)
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Conte, oggi gli avvocati giocano l'asso
Battaglia sulla credibilità di Carobbio: mancano i riscontri esterni alle dichiarazioni
ROMA, 20 agosto 2012 - Dove si erano lasciati? Patteggiamento saltato e 10 mesi di squalifica per Antonio Conte. E quella certezza di Palazzi sulla credibilità di Carobbio, richiamata dalla «validità di riscontri di carattere logico alle dichiarazioni di un dichiarante in correità per fondare l'affermazione di responsabilità di altri». Oggi alle 14 parte il processo di appello del filone cremonese e proprio su questo punto Palazzi sembra scivolare e gli avvocati del tecnico, Giulia Bongiorno e Antonio De Rensis, promettono battaglia. Vediamo.
CASSATO Nel caso della chiamata in correità di Carobbio su Conte, in assenza di una prova esterna (altri pentiti, telefonate, documenti, ecc.), Palazzi ritiene credibili le parole del pentito per il semplice fatto che in altri casi è stato riscontrato. Esempio: le conferme di Joelson, Conteh, Iaconi e Acerbis in Ancona-Grosseto. Ma nel caso di Conte non c'è nessun altro a supportare Carobbio (anzi ci sarebbero 23 testimonianze contrarie), manca quindi individualizzazione del soggetto. La segnalazione arriva da una serie di interessanti articoli apparsi sul sito Ju29ro.com curati dall'avvocato Attilio Dibari. Il pm federale - ha notato l'esperto di diritto sportivo - nel suo deferimento motiva la credibilità di Carobbio citando una sentenza della Corte di Cassazione (VI Sezione Penale n. 41352 del 23.11.2010), in cui secondo Palazzi i riscontri a Carobbio sarebbero le stesse dichiarazioni di Carobbio verificate in altri casi. Siamo al «l'ha detto Carobbio, una garanzia», ma il nodo giurisprudenziale è errato e vediamo perché.
ERRORE DOPPIO Il punto su cui cade la citazione di Palazzi è quello relativo ai «riscontri esterni alla dichiarazione». Perché, stando alla stessa Cassazione, per un Carobbio qualsiasi (considerato un indagato e non un teste), occorre che la sua dichiarazione (per due fatti, come le gare AlbinoLeffe e Siena) sia supportata da elementi esterni alla sua dichiarazione stessa. Per capirci: il «Conte sapeva» di Carobbio non può essere confermato neanche se in Ancona-Grosseto Carobbio dice la verità. Serve, appunto, l'individualizzazione di un terzo su Conte, che qui non c'è. È anche quanto allude il pm Di Martino, quando dice: «Carobbio è credibile perché la maggior parte delle persone che ha accusato hanno ammesso. Dopo di che bisognerà vedere caso per caso». Lo stesso errore di valutazione, Palazzi lo sta commettendo sul filone barese (domani il dibattimento), con le conferme di Lanzafame su alcune gare citate da Andrea Masiello del 2008/09, utilizzate come riscontri sulla credibilità di Masiello in tutti i casi prosciolti e appellati, compresi Bonucci e Pepe.
GLI ALTRI Con il tecnico bianconero (e il suo vice Alessio), saranno in tutto 13 i tesserati in appello e due società. Il Novara (-2) e il Grosseto, condannato alla retrocessione in Lega Pro. Grande attenzione anche per gli altri squalificati del caso-Siena, tra cui Emanuele Pesoli, finalmente vis-a-vis con Palazzi dopo lo sciopero della fame durato 4 giorni.
Fonte: Tuttosport (articolo a firma di SImone Di Stefano)
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Conte, il giorno più lungo
Il tecnico della Juve davanti alla Corte federale: appello ai 10 mesi, cerca uno sconto. La credibilità di Carobbio alla base della linea scelta dai legali di Conte. Via alle 14. In attesa pure il Grosseto, escluso dalla B
ROMA, 20 agosto 2012 - Sarà in aula, sta ancora cercando di capire. Antonio Conte seguirà in prima persona il processo d'appello allo scandalo scommesse che inizierà questa mattina davanti ai giudici della Corte di Giustizia federale. Dieci mesi la condanna che gli ha inflitto la Disciplinare per le omesse denunce delle combine di Novara-Siena e Albinoleffe-Siena, dopo un balletto fra un patteggiamento al ribasso (tre mesi e 20 giorni) e una successiva richiesta della Procura di 15 mesi. Sarà in aula dopo essersi svegliato all'alba (ieri era a Milano, in tribuna, per seguire il Berlusconi), aver preso un aereo, essere sbarcato a Roma di mattina presto e aver fatto l'ultimo summit con i suoi legali, l'avvocato Giulia Bongiorno, l'avvocato De Rensis e l'avvocato Chiappero, che però seguirà da vicino più la posizione di Angelo Alessio. Conte cercherà di capire se ci sono spiragli per limare qualcosa a quella condanna di dieci mesi che, di fatto, lo porterebbe lontano dalla panchina della Juventus per tutta la stagione. I suoi avvocati punteranno ancora sulle contraddizioni e la poca credibilità di Carobbio, sulla sua presenza alla famosa festa durante la quale la moglie dell'attaccante ebbe una discussione con la signora Conte, producendo un documento che spiegherà perché la richiesta di risarcimento avanzata dalla consorte di Carobbio fosse di 1500 euro. L'obiettivo è limare il più possibile in vista del Tnas (a settembre).
CASO SIENA - Conte e non solo, tutto ruota attorno alle partite del Siena. Perché oggi in aula non sarà presente solo l'allenatore della Juventus. Arriveranno anche Pellicori, Pesoli (dopo essersi incatenato alle sbarre della Federcalcio, la sua richiesta di incontrare in aula i suoi accusatori, Gervasoni e Carobbio non si è ancora spenta) e Vitiello, difesi dall'avocato Rodella, ci dovrebbero essere (saranno?) anche Terzi e Gheller, si dibatterà su amicizie di vecchia data, sulle ammissioni di colpevolezza, sulla credibilità dei teste dell'accusa.
APPELLO - Oggi davanti alla commissione presieduta da Gerardo Mastrandrea (che è anche presidente della prima sezione giudicante, quella della Lega Nazionale Professionisti) si presenteranno in quattordici, dodici tesserati e due società (resta lincognita Ancona), in particolare Il Grosseto, che dal processo di primo grado è uscito con lesclusione dalla serie B e l'assegnazione alla Lega Pro. Una sanzione pesante, che va di pari passo con quella inflitta al suo presidente, ovvero Piero Camilli, inibito per cinque anni per illecito sportivo.
TEMPO BREVI - Oggi si comincia alle 14, ex Ostello della Gioventù del Foro Italico, sui tavoli dei giudici della Corte Federale le carte del procedimento relativo al filone di Cremona. Domani sarà la volta dellinchiesta di Bari, Pepe e Bonucci e il Lecce su tutti, i primi due appellati da Palazzi (e non solo gli unici). Non ci sarà tempo per grandi disquisizioni, gli avvocati sanno già che avranno i minuti contati (forse qualcuno in più rispetto a quanti ne concedeva lex presidente della CGF Coraggio). Le sentenze, giovedì 23 agosto. La vigilia del campionato...
Fonte: Il Corriere dello Sport (articolo a firma di Abbate-Pinna)
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Sentenze, via all’appello. Conte cerca lo sconto dei 10 mesi di squalifica
Il tecnico con una riduzione di pena e il ricorso al Tnas potrebbe stare fermo 4/5mesi
ROMA, 20 agosto 2012 - Calcioscommesse, grado secondo: alle 14 di oggi, con il dibattimento sul filone di Cremona, parte l’appello alle sentenze della Disciplinare. C’è Antonio Conte, dopo il trofeo Berlusconi Milano-Roma in aereo di prima mattina per essere nelle aule dell’ex Ostello della Gioventù, metterci la faccia e dare una mano al suo collegio difensivo a cancellare, o almeno ridimensionare, i 10 mesi di squalifica arrivati in primo grado. Tenendo conto che c’è anche il terzo grado (Tnas convocabile d’urgenza già per la metà di settembre), gli avvocati di Conte, De Rensis e Bongiorno, oggi puntano direttamente al proscioglimento. E per questo si giocheranno i pochi minuti concessi alle difese dalla Corte di Giustizia nel tentativo di mettere in evidenza le «numerose incongruenze» contenute nelle dichiarazioni di Flippo Carobbio, il pentito che ha inguaiato l’allenatore della Juve sulla cui credibilità è stata costruita gran parte del processo. Il pool di Conte proverà ad insinuare il dubbio nella Corte. Carobbio può essere credibile, ma non sempre e comunque, questa è la tesi. Che i legali fondano sulle contraddizioni del pentito: Carobbio avrebbe dichiarato di non essere presente all’episodio del litigio fra le mogli? Conte è in grado di produrre materiale che testimonia il contrario. Ma il grimaldello per scardinare le certezze dell’accusa potrebbe anche essere l’uso definito «improprio» di una sentenza della Cassazione da parte del procuratore federale: per Palazzi le parole di Carobbio valgono su Conte anche in assenza di riscontri diretti perché la veridicità delle sue dichiarazioni è certificata dai controlli incrociati su altri episodi. Tutto fila per la Procura, ma non per la Cassazione, sostengono i legali: serve il riscontro diretto, ovvero qualcuno che dia conferma al pentito nell’accusa a Conte. Uno che, al momento, non c’è. Si cerca l’assoluzione o, più pragmaticamente, di ritoccare i dieci mesi in secondo grado e poi ricorrere al Tnas per un ulteriore sconto: alla fine i mesi di stop potrebbero essere 4/5, cioè più o meno quanto ritenuto congruo dalla Disciplinare nel secondo tentativo (saltato) di patteggiamento. Oggi si discutono anche i ricorsi di Grosseto, Novara e altri 12 tesserati. Poi, da domani, la Corte di Giustizia si dedicherà al filone barese, quello che include Bonucci e Pepe e le dichiarazioni del pentito Andrea Masiello. A differenza di Conte, i due giocatori della Juve sono stati richiamati alla sbarra dal ricorso di Palazzi dopo il proscioglimento disposto dalla Disciplinare.
Fonte: Il Corriere della Sera (articolo a firma di Andrea Arzilli)
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Conte, un appello tutto all’attacco. Obiettivo minimo: stop di sei mesi
ROMA, 20 agosto 2012 - Quando oggi alle 14 il presidente della Corte di Giustizia Federale, Gerardo Mastrandrea aprirà il secondo round del processo al calcio scommesse, mancheranno cento ore appena al fischio d’inizio dei campionati. Il 24 agosto parte la serie B, senza sapere ancora se Grosseto e Lecce, a giudizio oggi la prima e domani l’altra, potranno farne parte. Un processo ispirato quasi esclusivamente dalla necessità di “fare giustizia” in tempi più che rapidi, per garantire il regolare svolgimento della stagione calcistica: forse non il presupposto migliore per garantire anche sentenze equilibrate. Ma il circo ha fretta. E più che la posizione dei due club ancora in bilico, a tenere con il fiato sospeso i tifosi di mezza Italia sono le sorti di Antonio Conte. Lui, protagonista indiscusso del processo di appello che prenderà il via nel primo pomeriggio (domani tocca a Pepe e Bonucci, dopo l’impugnazione della loro assoluzione) assisterà all’udienza – ma senza intervenire – per assistere al lavoro dei difensori De Rensis e Bongiorno. Che hanno prodotto anche documenti scientifici per perorare la causa del risentimento, anche dal punto di vista economico (la necessità di un’ostetrica), da parte del pentito Carobbio, presente anche alla lite tra le mogli. Ma la sua credibilità sarebbe minata soprattutto, secondo la difesa, anche da una ricostruzione contraddittoria degli orari: se l’accordo per combinare Novara-Siena viene concretizzato da lui e Bertani allo stadio, come faceva Conte a esserne a conoscenza prima, nella riunione tecnica? Il giudice Artico ha inoltre riconosciuto i contatti intercorsi tra Carobbio e il gruppo degli zingari nelle ore precedenti la gara, e che lui sosteneva di non aver avuto nell’intero periodo in Toscana. «Se ha mentito su questo punto, come si fa a escludere che possa aver mentito riguardo l’intero episodio? », la riflessione che i legali di Conte potranno esporre ai giudici. Più complicato confrontarsi con la seconda omissione di denuncia contestata, quella per Albinoleffe- Siena, dopo la confessione del suo collaboratore Stellini: «Poco credibile che Conte non sapesse», per la commissione. Per questo, l’obiettivo reale è sperare in una riduzione di pena che porti la squalifica a sei mesi circa. Sperando poi che il Tnas possa ridurla a quei 3-4 mesi che il tecnico sarebbe stato disposto a patteggiare. E che consolerebbero Palazzi con la “colpevolezza” dell’uomo simbolo della sua inchiesta sportiva. A presentarsi davanti ai giudici saranno oggi in tutto diciassette tra tesserati e club. Spera in uno sconto anche Pesoli, incatenato fino a Ferragosto al cancello della Figc per chiedere un confronto con i suoi accusatori: l’avvocato Rodella tornerà a chiederlo in aula, istanza destinata a essere respinta. La giustizia ha troppa fretta.
Fonte: La Repubblica (articolo a firma di Matteo Pinci)
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