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Tra processo d'appello e doppi allenamenti, si valuta come parlare con la panchina. Alla Juve temono ispettori in borghese. La procura può chiedere la mappa dello Stadium per controllare gli ingressi allo spogliatoio
TORINO, 19 agosto 2012 - Non sarà accolto dentro al gazebo bianco come a Villar Perosa, ma stasera a San Siro Antonio Conte siederà in tribuna in attesa che la Corte federale si pronunci sull'appello. Una sorta di prova generale, qualora la squalifica di 10 mesi venga confermata, per capire come muoversi dentro le norme del regolamento senza far mancare il suo apporto a Massimo Carrera e alla squadra in campionato e in Champions League. L'esperienza di Salerno e di Pechino, con il ds Fabio Paratici e il team manager Matteo Fabris nel ruolo di messaggeri tra l'allenatore e la panchina, non ha funzionato alla perfezione, la tecnica dovrà essere migliorata cercando supporto soprattutto nella tecnologia. Il tutto, però, da svolgere con la massima prudenza perché gli 007 federali saranno inflessibili.
TRE ISPETTORI Ne sono attesi due in tribuna a ogni partita, più uno in campo per controllare che, quando Conte parla al cellulare, contemporaneamente qualcuno della panchina non sia al telefono. Pare inoltre che la Procura federale abbia intenzione di chiedere la mappa dello Juventus Stadium per vigilare le vie d'accesso allo spogliatoio. La letteratura in proposito ha consegnato pagine memorabili, come quella di nascondersi nel carrello dei panni sporchi per raggiungere lo spogliatoio, con sviluppi però diametralmente opposti: Walter Novellino alla guida del Toro venne pizzicato e denunciato, non così José Mourinho che nei quarti di Champions tra Chelsea e Bayern Monaco, rimase per tutta la sfida nella stanza.
ESCAMOTAGE In casa Juventus temono però qualche altro escamotage da parte degli 007 della procura: per esempio, gli ispettori potrebbero anziché accreditarsi (in questo caso i bianconeri verrebbero a sapere già il venerdì chi sono e dove si siedono nello Juventus Stadium) presentarsi in borghese e comprare il biglietto. Così sarebbe molto più difficile individuarli all'interno dello stadio e lo stesso problema si presenterà quando la Juventus gioca in trasferta. Di sicuro Conte avrà occhi e telecamere addosso, ma non ha intenzione di seguire la partita nel chiuso dell'albergo come è accaduto sempre a Mourinho che, in Champions con il Real Madrid, guardò la partita dalla stanza dell'hotel di Zagabria, comunicando con il suo secondo attraverso l'ipad in tempo reale, inviandogli persino gli schemi su come cambiare la disposizione in campo.
TUTTI A ROMA Dal campo alle aule dei tribunali, dal Berlusconi all'appello. Domattina Conte è atteso a Roma per ludienza davanti alla Corte di Giustizia. «Vuole respirare l'aula, per viverla e stare a fianco degli avvocati, per guardare negli occhi i giudici» spiega il suo legale Antonio De Rensis . «Noi puntiamo al proscioglimento, le carte parlano chiaro, ci sono mostruose incongruenze. Il patteggiamento è stata unopportunità che Conte ha digerito con grande fatica perché è innocente. Il tecnico è sereno e molto concentrato, sta dimostrando una grande forza nello scindere le due questioni: essere l'allenatore della Juventus, con tutte le responsabilità che ne conseguono, e seguire con impegno questa vicenda».
LAVORI FORZATI Proprio perché Conte è prima di tutto un tecnico, non concede tregue neppure alla squadra. Dopo la sgambata di Villar Perosa ha sottoposto i giocatori a due giorni di lavoro massacrante con doppia seduta di allenamenti a Vinovo. Tant'è che Leonardo Bonucci ha commentato con un «devastante» su twitter il programma di lavoro. E neppure oggi ci si limita alla partita ma è prevista una rifinitura mattutina. I lavori forzati sono necessari dopo la trasferta di Supercoppa e i tre giorni di riposo concessi per recuperare le energie. Con il campionato alle porte occorre fare il pieno di benzina per correre più veloci degli avversari in vista di una stagione ancora più tosta della precedente.
Fonte: Tuttosport (articolo a firma di Marina Salvetti)
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La curiosità
Sono un centinaio i James Bond federali che vigilano allo stadio. Percepiscono un compenso di 40 euro lordi a missione e assicurano il rispetto della squalifica
ROMA, 19 agosto 2012 - Svolgono il lavoro oscuro di ogni maledetta domenica, l'occhio attento e vigile del procuratore Palazzi all'interno dello stadio. Sono gli 007 federali, che da un lato controllano gli eventi esterni al campo (risse nei tunnel e negli spogliatoi, o lanci di petardi dagli spalti, cori razzisti, ecc.), dall'altro si assicurano il rispetto delle squalifiche. Se uno di loro è in tribuna, il tesserato squalificato che durante la gara interferisce, rischia la diffida. Sono gli stessi procuratori che curano le indagini e le audizioni in via Po, e che la Figc ha sguinzagliato in tutta Italia.
PASSIONE Si tratta di una centinaia di James Bond con lo stemma Figc al petto: i più noti sono i vice procuratori di Palazzi, gli altri sono volti meno noti interni alla procura. Lo fanno quasi soltanto per passione, visto che a ogni missione ricevono circa 40 euro lordi di compenso più i rimborsi per le trasferte. In serie A sono sempre 2 o 3 a seconda della delicatezza del match. Le gare più sentite dalle tifoserie, oppure soltanto un allenatore squalificato e particolarmente indisciplinato: con Mourinho per esempio, la guardia era altissima. Spesso però è lo stesso procuratore, Stefano Palazzi, ad andare in tribuna e controllare che tutto fili liscio.
Fonte: Tuttosport (articolo a firma di Simone Di Stefano)
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