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ROMA, 20 agosto 2012 - E' una reazione a catena, un complesso intreccio di dure prese di posizione: Llorente ha detto chiaro e tondo allAthletic che non rinnoverà il contratto e che vuole partire, subito, per andare a giocare allestero; il club basco si è barricato dietro la clausola rescissoria da 36 milioni e l'ha lasciato fuori dalla sfida di ieri sera contro il Betis; la Juve, infine, ha ulteriormente ribadito di non voler partecipare ad alcuna asta. In questo complesso gioco delle parti, Llorente e la Juve, nonostante l'ostracismo dell'Athletic, sono convinti di potersi dare la mano presto, molto presto.
NIENTE ASTA - «Non più di 15 milioni» , è questa la linea che filtra dalla sede della Juventus. Un segnale chiaro lanciato alla dirigenza dell'Athletic Bilbao dopo le ultime indiscrezioni pubblicate dai media spagnoli su un rilancio del club bianconero. La Juve, scrivono in Spagna, avrebbe ritoccato leggermente la prima offerta portandola a 18 milioni di euro. Rumors che però il club bianconero smentisce, ribadendo di non voler fare follie e soprattutto di non essere disposto a farsi trascinare in insidiose aste, sapendo che la situazione contrattuale di Llorente - libero a giugno 2013 - gioca a proprio favore. Daltra parte, se l'Athletic continua a farne una questione di principio - «Non trattiamo, chi lo vuole deve pagare la clasuola rescissoria di 36 milioni» , aveva detto pochi giorni fa il presidente Urrutia - non sarebbero certo due-tre milioni in più a far cambiare idea al club basco in modo così repentino. La Juve lo sa e sfoglia il calendario: ogni foglietto strappato è un passo in più verso la conclusione della trattativa, perché l'orgoglio dell'Athletic lascerà prima o poi il posto al buon senso e alle rigide regole di bilancio. Dopo il 31 agosto, è un dato di fatto, il valore di Llorente crollerà ulteriormente visto che già da febbraio potrà firmare gratis per un altro club. Ormai l'attaccante basco vive da separato in casa: Bielsa l'ha scaricato e non l'ha convocato per la partita di ieri sera con il Betis, difficile immaginare che si possa continuare così a lungo.
Fonte: Il Corriere dello Sport (articolo a firma di Intorcia-Splendore)
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Juve, salva Llorente!
I tifosi lo minacciano di morte! Dzeko segna ma Agüero ko lo blocca. Il presidente Urrutia disposto a valutare offerte. La Juve è pronta ma deve stare attenta agli inserimenti di Tottenham e Arsenal
TORINO, 20 agosto 2012 - Punto di rottura, di non ritorno. La situazione in casa Athletic Bilbao, in merito al destino del forte attaccantde Fernando Llorente , è sempre più critica, tendente all'insanabile e con risvolti che vanno ben al di là delle semplici questioni tecnico/tattiche/mercatare... Mentre la Juventus osserva (e agisce), l'escalation prosegue: prima indiscrezioni - e conferme - circa la volontà del giocatore di non rinnovare il contratto in scadenza nel 2013; poi la scelta da parte del tecnico Marcelo Bielsa di non convocare Llorente per la sfida di debutto in campionato in programma ieri contro il Betis. «Ho redatto la lista dei convocati considerando tutti gli elementi che favoriscono la composizione della squadra e ho deciso di farne a meno», ha detto il tecnico (che poi, a partita conclusa, s'è ritrovato a commentare una sconfitta per 5-3 e a rimuginare circa l'opportunità della sua scelta...). Con, sullo sfondo, una montante contestazione da parte di alcuni tifosi che già a margine della seduta dall'enamento di venerdì si sono premurati di esporre uno striscione a caratteri cubitali nel quale Llorente era definito come un mercenario. Come se non bastasse, poi, ecco il blitz presso uno store dell'Athletic, a Bilbao: Llorente muérete español. Insomma, la situazione sta decisamente degenerando...
SEPARAZIONE Con tali scenari appare effettivamente irrealistico ipotizzare la permanenza dell'attaccante basco all'Athletic anche il prossimo anno. Estorcergli un prolungamento contrattuale in queste condizioni appare quantomeno esagerato; continuare a non convocarlo poiché poco sereno appare poco produttivo, oltre che frustrante... E, di conseguenza, non avrebbe senso neppure arroccarsi su richieste economiche esagerate e fare la voce grossa con le pretendenti (la Juventus, appunto) all'attaccante. Cosa che il presidente Josu Urrutia , al di là delle inevitabili frasi di circostanza, non ignora. I bene informati assicurano che se da un lato Urrutia continua a parlare di clausola rescissoria da 36 milioni di euro, dall'altro non attende altro che una offerta ufficiale da parte della Juventus (o del Tottenham, più che dell'Arsenal) per iniziare una vera a propria trattativa.
IL PRIMO SI' Ebbene, l'offerta della Juventus, utile ad innescare una trattativa vera e propria, potrebbe arrivare in settimana. Circa 15-16 milioni di euro, non di più considerando che - appunto - a partire dal prossimo febbraio i bianconeri (o chi per loro) potrebbero assicurarsi il giocatore in ottica 2013-2014 senza versare un solo euro al club... Circa 15-16 milioni di euro, inoltre, considerando anche il non trascurabile fatto che l'amministratore delegato juventino Giuseppe Marotta ha già trovato un'intesa di massima con l'entourage del giocatore (la proverbiale combriccola del... basco) capeggiata dal fratello maggiore di Fernando, Chus. Il sì del giocatore, dunque, c'è già. Manca quello della società.
MENO DZEKO Tutto questo mentre si fa un po' più tortuosa la strada che potrebbe portare a Edin Dzeko , altro papabile per il nuovo attacco bianconero. L'infortunio occorso a Sergio Agüero ha permesso al bosniaco di giocare, segnare e rivelarsi decisivo al debutto in campionato. Ergo, dimostrarsi meno prescindibile di quanto non fosse fino a poco prima. Restano, comunque, per il giocatore, gli echi delle insoddisfazioni e dei mal di pancia calcistici vissuti nellultima stagione al City: non bastano 80 minuti a cancellare i ricordi di una stagione passata allombra. Di conseguenza diminuiscono drasticamente le possibilità della Juventus di mettere le mani sul bomber, entro la fine di agosto. E in questo non influenzerà l'eventuale acquisto da parte di Mancini di Stevan Jovetic.
Fonte: Tuttosport (articolo a firma di Erbì-Riva)
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Il personaggio Llorente
Fer, l'antidivo che suona il clarinetto
TORINO, 20 agosto 2012 - Quando torna nel suo paese, Rincon de Soto, 3500 anime nella regione della Rioja, mette un tavolo fuori casa e firma autografi. Fernando Llorente ama la vita tranquilla e rifugge il suo status di stella del calcio. «Mi sono accorto di essere diventato un vip quando i miei conoscenti hanno smesso di chiamarmi Fer e hanno iniziato a chiamarmi Llorente, come in tv», diceva il giocatore nel 2005. Figlio di Isabel e Fernando (come i Re Cattolici), il Re Leone è nato a Pamplona, città di origine della madre. «Mi chiedono se mio figlio è basco: io sono della Navarra, mio marito della Rioja, Fernando vive a Bilbao da una vita. Secondo me, è solo cittadino del mondo», diceva nel 2010 la signora Isabel. I compaesani lo hanno visto lasciare casa quando era solo un secchione che nel tempo libero suonava piano e clarinetto e studiava solfeggio, per seguire un pallone. Viene notato da José Maria Amorrortu, ex giocatore dell'Athletic: «Vieni a Bilbao», dice Amorrortu a Llorente e il ragazzo rinuncia alle offerte di Espanyol e Barcellona. Il tredicenne Llorente passa due anni in una famiglia che lo ospita («La mia seconda famiglia», dice) poi si trasferisce alla foresteria del club. Dalle giovanili all'esplosione in prima squadra il passo è breve.
ANTIDIVO Pupillo di Del Bosque, in nazionale si diverte giocando a carte o alla Playstation. Non guarda la tv, non ama i reality. Dopo la vittoria al Mondiale del 2010 fece un calendario benefico per i pompieri. Persino la fidanzata non è una wag: Maria Lorente (basca di Donosti) è un'endocrinologa all'ospedale di Basurto, vicino a Bilbao. La prima volta che è stata vista in pubblico è stata alla finale dello scorso Europeo: i due stanno insieme da undici anni. Lei sta facendo un internato che la impegnerà per i prossimi due anni e chissà se lascerà che il suo Fer parta per Torino da solo.
Fonte: Tuttosport (articolo a firma di Alessia Scurati)
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L’Athletic affonda, la Juventus chiede via libera su Llorente
MILANO, 20 agosto 2012 - Nathaniel Clyne fino a ieri mattina era uno sconosciuto anche per chi guarda cinque partite a settimana. Non è un top player ma può risolvere il rebus del mercato juventino. Clyne gioca nel Southampton e a metà pomeriggio è entrato deciso su Sergio Aguero: il Kun si è fatto male e per lui City-Southampton è finita lì. Mancini ha fatto la faccia preoccupata, Aguero in serata ha rassicurato tutti ma i tempi di recupero sono da valutare. Siccome il mercato è un gioco di incastri, l’infortunio può essere importante per la Juventus, che ad Aguero non pensa da un anno. Il City, se perdesse a lungo uno dei suoi migliori giocatori, molto probabilmente toglierebbe dal mercato Edin Dzeko che ieri, guarda un po’, è entrato al posto di Aguero. Non solo: la logica suggerisce che Mancini, rimasto improvvisamente senza una punta rapida, possa chiedere al City uno sforzo per arrivare a Jovetic. In un attimo, tra un infortunio e un ragionamento, sparirebbero due degli obiettivi del mercato juventino.
Fer e gli altri La scena si libera per Fernando Llorente. Ieri l’Athletic Bilbao ha perso 3-5 in casa contro il Betis Siviglia: tensione in tribuna, Betis avanti 3-0, rimontato e di nuovo avanti. La Juventus ha fatto capire che può arrivare a 18 milioni più bonus, riparlerà col Bilbao e spera che altre squadre non puntino in extremis proprio su Llorente. Se accadesse, occhio a Negredo (Siviglia), Luiz Adriano (Shakthar), Berbatov (United) più l’extrema ratio Borriello.
Fonte: GdS (estratto dall'articolo a firma di Bianchin-Russo)
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Juve, il pressing su Llorente non esclude Dzeko
MILANO, 20 agosto 2012 -In Italia l’unica squadra che sembra avere motivazioni e soldi per piazzare un colpo è la Juve. Il pressing su Llorente, obiettivo anche di Tottenham e Arsenal, non esclude quello che da tempo è diventato l’obiettivo primario per l’attacco, cioè Dzeko, inseguito anche in passato. Il bosniaco, ieri subentrato all’infortunato Aguero e in gol nel successo del City sul Southampton, resta prigioniero delle gerarchie di Mancini e della rinascita di Tevez. Con l’arrivo di un’altra punta chiederebbe di essere ceduto. Marotta a fine luglio aveva offerto 20 milioni: rifiutati. Ma nei prossimi giorni su queste basi si può chiudere.
Fonte: La Stampa (estratto dall'articolo a firma di Bandinelli-Puccetti)
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