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I pentiti Tutto si gioca sulla credibilità che la Disciplinare ha dato alle ammissioni dei diversi pentiti. Sicuramente le dichiarazioni di Filippo Carobbio e Carlo Gervasoni sono attendibilissime (lo hanno già detto Disciplinare e Corte di giustizia federale), quella di Andrea Masiello sono ancora «sotto esame». E anche la magistratura ordinaria non si è fidata tantissimo delle sue dichiarazioni, tanto che è stato arrestato e pure dopo aver fatto dichiarazioni sia a Cremona che a Bari. Le contraddizioni mostrate nelle sue diverse audizioni sono state messe in evidenza dai difensori di Bonucci e Pepe (ma anche da Luciano Malagnini per Salvatore Masiello).
La posizione di Conte Proprio per questo la posizione dell’allenatore della Juventus, Antonio Conte, per i fatti di quando sedeva sulla panchina del Siena, è diversa. Questa volta le dichiarazioni di Carobbio hanno fatto da spartiacque. La Procura federale aveva ritenuto le tesi addotte dal tecnico bianconero poco credibili, anche se alla fine aveva accettato la proposta della difesa di Conte per un patteggiamento a tre mesi e 200 mila euro di ammenda. «Incongrua» aveva ritenuta la squalifica la Disciplinare. E qui è arrivata alla saga degli errori. Alla Juventus sarebbe bastato alzare di poco l'asticella subito (quattro mesi), un po’ di più dopo le violente polemiche (cinque mesi), ma alla fine è stato scontro. Palazzi è tornato nei panni del grande inquisitore e ha chiesto 15 mesi, la Disciplinare, con saggezza e misura, avrebbe ricalibrato a dieci mesi. Partendo dalle stesse richieste di Palazzi (sei mesi per l'omessa denuncia e non si capiva perché fosse diventato un anno) aggravati dalla continuazione e dal ruolo di allenatore. Per questo forse Angelo Alessio dovrebbe fermarsi a nove mesi.
Appello Domattina si avranno le conferme ufficiali, le difese avranno tempo cinque giorni (due per le memorie, due per le repliche, uno per le controdeduzioni) per prepararsi. Poi il 17 la Corte di giustizia federale a sezioni unite (presidente Gerardo Mastrandrea) esaminerà le carte e da lunedì 20 si tornerà in aula per gli appelli. I dispositivi dovrebbero arrivare entro il 23. Più avanti (almeno 15-20 giorni) per le motivazioni anche se tutti potranno comunque appellarsi al Tnas del Coni.
Fonte: GdS (articolo a firma di Maurizio Galdi)
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"Conte? Manipolazioni"
Il legale di Micolucci: "Ha fatto soltanto un riferimento temporale"
ROMA, 8 agosto 2012 - Due interrogatori, due assist per Conte dalla procura di Bari. Sia le domande a Vittorio Micolucci che quelle per Cristian Stellini - ascoltati ieri dai procuratori Angelillis e Dentamaro - non hanno riguardato il tecnico bianconero. Il timore di spiacevoli sorprese cera e per capirlo bisogna tornare indietro al fax inviato da Micolucci al pm federale Stefano Palazzi : «Nella stagione della promozione, con Perinetti e Conte - scriveva Micolucci - sicuramente è stata fatta Piacenza-Bari con un pareggio e Salernita-Bari con la vittoria della squadra campana. Queste notizie le ho avute da Aldo Guarino , un mio amico molto legato a Stefano Guberti e Andrea Masiello ».
PRECISA Ieri il legale del pentito, Daniela Pigotti , dopo quasi un'ora di interrogatorio ha precisato: «Effettuate diverse manipolazioni giornalistiche ma il mio assistito ha fatto solo un riferimento temporale e cronologico, per sentito dire da voci di compagni di squadra di cui ha citato nomi e cognomi, e dicendo semplicemente nell'anno in cui allenava Conte mi risultano alcune cose. Ma le sue sono tutte informazioni de relato che ha avuto da altri (l'amico Aldo Guarino, ndr), di Conte non ne sa nulla. Micolucci non è indagato a Bari ed è stato sentito solo come persona informata sui fatti a seguito di quel famoso fax che tutti voi conoscete e ha dato spiegazioni, delle informazioni visto che lui per anni ha giocato nel Bari, quindi conosceva l'ambiente. Ma è stato molto frainteso dalla stampa». A quanto risulta, gli stessi pm non hanno fatto domande sul tecnico: «Nessuna domanda su Conte, neanche approfondimenti». Interessano i giocatori che quelle gare del 2008/09 (con Treviso, Salernitana e Piacenza) avrebbero partecipato alle presunte combine. L'ex collaboratore tecnico di Conte, Cristian Stellini, appena dimissionario dalla Juve, è stato invece sentito per due ore, stesso copione, almeno sull'allenatore di cui Stellini: «Si è parlato solo di quelle partite - precisa il suo avvocato, Raffaele Della Valle - su Conte lo zero assoluto. Non se ne è proprio parlato, sono partite in cui Conte non c'entra niente, riguardano i giocatori». Per il resto, il verbale di Stellini è stato secretato: «L'interrogatorio - aggiunge Della Valle - è stato sereno e tranquillo, il contenuto esaustivo. Stellini ha preferito comparire e non usufruire della facoltà di non rispondere proprio perché ci auguriamo che la sua posizione venga archiviata al più presto».
SFILANO Gli interrogatori proseguono anche oggi con le convocazioni di Barreto , Caputo e Lanzafame . Domani sarà la volta di Marco Esposito , Guberti e Parisi , e forse anche venerdì - ultimo giorno disponibile prima delle meritate ferie - potrebbe essere ascoltato qualcuno (all'appello manca ancora Alessandro Gazzi, che lunedì ha inviato un fax annunciando la sua impossibilità a comparire e ora potrebbe avvelersi della facoltà di non rispondere). Quanto al tecnico, non va esclusa una sua convocazione ma a questo punto da settembre e come persona informata sui fatti: d'altronde lo stesso modus operandi era stato rispettato per il Bari di Ventura e poi di Mutti , entrambi sentiti dalla procura. Conte dovrà guardarsi invece dalle sentenze di primo grado che usciranno domani e che lo vedono rischiare 15 mesi di squalifica (tanti ne ha chiesto Palazzi ) che potrebbero scendere a 9-10. Con lui, anche gli juventini Bonucci (3 anni e mezzo) e Pepe (1 anno), nutrono speranze. Dopo l'ottima arringa degli avvocati Bianchi e Chiappero , per il difensore si è aperta la strada dell'assoluzione, anche se non va esclusa una derubricazione in omessa denuncia. Per Pepe l'auspicio di uno sconto se non proscioglimento.
Fonte: Tuttosport (articolo a firma di Simone Di Stefano)
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