"Nicklas è un top player, l'ha dimostrato agli Europei"

stampa la pagina

Anche Elkjaer consiglia Bendtner: "La Juve è storia e stile, nuovo stadio e Fiat. Devi impegnarti al massimo"

 Ricordate il cavallone che guidò il Verona allo scudetto del 1985? Lui, proprio lui: Preben Larsen Elkjaer . Tocca a quel grande protagonista della serie A dare il benvenuto al connazionale Nicklas Bendtner . Un bravo al centravanti bianconero: perché la destinazione è di lusso, perché così potrà definitivamente mostrare le sue qualità, perché ha l'età giusta per dare una svolta alla sua (fin qui tribolata) carriera. A 24 anni, infatti, l'approdo a Torino viene vissuto, anche in Danimarca, come una grande possibilità da cogliere al volo, da non mancare assolutamente.

CONSIGLI Parla Elkjaer e le sue affermazioni sono quasi da buon papà. «Bendtner, se vuoi avere successo nella Juventus ci sono un paio di cose da non dimenticare: devi lavorare molto, lavorare duramente su tutte le questioni all'interno del campo; quindi, devi comportarti bene fuori».

STILE Il ragazzone - è alto 194 cm - firma per un anno, prestito con diritto di riscatto. E' l'occasione che aspettava per cambiare, ambiente e calcio. La dea bendata, e la bravura di papà Thomas e dell'agente Tony Brooks , lo hanno portato sotto la Mole. E proprio Brooks sgombra il campo dagli equivoci: ««Lui è un top player, lo ha dimostrato agli Europei». Alla Juve, ieri, ha effettuato le visite mediche e poi ha messo nero su bianco. Ancora Elkjaer per le istruzioni duso. «Arriva in un club dove ci sono regole precise. La Juventus ha una proprietà solida, che ha la Fiat e che ha messo tanto capitale per il rilancio. Lo stadio è nuovo di zecca, spettacolare. Detto questo, non è automatico che Nicklas trovi il posto assicurato». L'avviso è lanciato: «Deve lottare con tutte le sue forze per imporsi. Ricordandosi che la Juve è storia e stile. La differenza, infatti, risulterà legata a come si comporterà dentro e fuori dal terreno di gioco. Se sarà corretto e vivrà bene la situazione, il successo sarà alla portata, può conquistare l'Italia», dice a sporten.dk.

RICHIAMO La vicenda, in effetti, ha avuto risvolti immediati. Bendtner comunque era dell'idea di venire nel Belpaese: ci aveva pensato il Milan, ci aveva pensato la Fiorentina, lo aveva praticamente preso il Siena dopo aver toccato le corde giuste, coccolandolo per un'intera giornata. Ma quando si è (ri)presentata la Vecchia Signora, appena scottata dal voltafaccia di Dimitar Berbatov , il richiamo è stato irresistibile. «La Juve è la più grande d'Italia, è così da sempre, lo dice la storia - continua Elkjaer che nell'85 oltre al titolo conquistò pure il posto d'onore nel Pallone d'oro alle spalle di Michel Platini -, lo dicono gli scudetti in bacheca. E la reputazione del club non è stata intaccata dagli ultimi scandali, con l'allenatore Antonio Conte implicato».

INNOVATIVA L'analisi sul momento del nostro calcio, da uno che guarda le partite e le commenta in televisione: «Mancano alcune stelle mondiali, il tutto legato è alla crisi economica che sta investendo l'Italia. La stessa Juve non è forte come un tempo, ma gioca un calcio innovativo, propositivo. Il tecnico impone un duro lavoro, devi essere d'acciaio: Conte era così anche da giocatore e dai suoi pretende il massimo».

Fonte: Tuttosport (articolo a firma di Elvira Erbì)

Commenti