Conferenza stampa LIVE di Conte: "Con Siena grande rapporto affettivo, ma torno lì con la voglia di vincere la partita

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Alla vigilia della trasferta di Siena, l'allenatore della Juventus, Antonio Conte, si è presentato nella sala stampa del Media Center di Vinovo per rispondere alle tante domande dei giornalisti. Ecco la conferenza stampa integrale, a cura della redazione di TuttoJuve.com:

Antonio, possiamo dire che questo per te è un momento di emozioni intense? Adesso ti tocca subito tornare a Siena...
"Sì, effettivamente è un periodo carico di emozione, un periodo che comunque è iniziato due mesi fa, quando ho fatto il mio primo allenamento da allenatore juventino. La settimana scorsa sicuramente è stata una settimana piena di emozioni forti, perchè c'è stata l'inaugurazione dello stadio, c'è stato l'esordio in campionato e tornare adesso a Siena sicuramente è un'altra emozione forte, anche perchè non è che sia passato tantissimo, sono passati solamente due mesi, in cui comunque abbiamo festeggiato un campionato vinto. Mi sento in dovere di ringraziare la città di Siena tutta, perchè comunque abbiamo fatto qualcosa di importante. Io personalmente e la mia famiglia siamo stati molto bene nelle due situazioni in cui ci siamo trovati: una volta da assistente di De Canio, un'altra volta da allenatore. Quindi mi sento in dovere di ringraziare i tifosi, i miei calciatori, la dirigenza, che mi ha dato il via libera per venire alla Juventus, nonostante un altro anno di contratto. Penso che l'anno di Siena sia stato un anno in cui mi sono affermato come allenatore, nel senso che Bari è stata una cavalcata straordinaria, però di solito quando uno vince una volta può capitare anche per caso. Il fatto che poi ci sia stata una riconferma a Siena è stata sicuramente una cosa importante. Siena quindi per me rimarrà sempre nel cuore. Ci torno da avversario, questo è fuori dubbio, quindi con la voglia comunque di vincere la partita; saranno due partite di 180 minuti in cui non sarò tifoso del Siena, però per il resto mi legherà sempre un grande rapporto affettivo".

Volevo sapere come sta Del Piero. E' da valutare in questa mattinata o è tranquillo per quell'affaticamento muscolare?
"Alessandro ha avuto un affaticamento muscolare all'adduttore, niente di particolare. Ci apprestiamo a una settimana in cui ci apprestiamo a fare tre partite, quindi farò le mie necessarie valutazioni. Terrò conto di tutto e poi farò le scelte necessarie di formazione, chiarendo che il mio obiettivo è quello di voler vincere e quindi in tutte le situazioni cercherò di scegliere la squadra che mi possa dare in quel momento le maggiori garanzie".


A che punto sono i nuovi arrivati? Mi riferisco a quelli che stai inserendo con calma, come Elia, che può essere quello più vicino ad entrare...
"Per Elia, per Estigarribia, forse questa è la prima vera settimana di lavoro insieme a noi, quindi c'è per loro un inserimento graduale che deve essere comunque anche abbastanza istantaneo, perchè dico sempre: 'Chi ha tempo non aspetti tempo'. C'è anche, tra virgolette, la problematica lingua con Elia e con lo stesso Estigarribia, quindi ci sono una serie di situazioni che portano comunque a cercare di farli ambientare quanto prima, perchè se li abbiamo voluti sono dei giocatori che saranno molto utili alla causa, questo è fuori dubbio. Adesso se lo saranno già da domani o da dopodomani, questo non lo so, però ho bisogno sicuramente di avere tutti i giocatori a disposizione così da poter avere più frecce nell'arco".

Volevo capire la situazione di Grosso, visto che in maniera un po' buffa siete senza esterno sinistro dopo la vicenda Ziegler, dopo che lo stesso Grosso non aveva giocato per tutta l'estate, senza nemmeno allenarsi. Che tipodi atteggiamento ha avuto il giocatore e se pensi che Chiellini possa essere traslocato a sinistra....
"Grosso è un giocatore da Juventus, è stato integrato nella rosa per mio volere, d'accordo con la società, perchè comunque penso sia un giocatore che possa ancora dare tanto. Nel momento in cui entra in rosa non è che ho fatto un piacere a Grosso, l'abbiamo fatto per cognizione di causa, sapendo quello che ci può dare questo giocatore, sapendo che è un giocatore che ha vinto un Mondiale da protagonista ed ha ancora da dare tanto, soprattutto a noi, perchè alla fine a me interessa questo. Quindi è un giocatore a tutti gli effetti. Sto pensando di spostare Chiellini sulla fascia e di mettere Grosso centrale (ride, ndr). E' una possibile soluzione alternativa. Al di là dello scherzo, ripeto, Grosso è a tutti gli effetti un giocatore della Juventus, si sta allenando con noi, sta conoscendo i meccanismi; anche lui è stato agevolato dal fatto del rinvio del campionato e della sosta della Nazionale, perchè ha potuto lavorare in maniera assidua e quindi capire cosa voglio. Poi nella parte difensiva, tra virgolette, è più facile per tanti versi integrarsi".


Quando in una partita funziona praticamente tutto come contro il Parma, tranne il particolare finale sul 4-0. C'è la tentazione di riproporre la stessa squadra, visto che siete all'inizio del lavoro? O pensi che di attuare un turnover in queste partite? Poi se in trasferta il tuo approccio è diverso rispetto alle partite interne...
"Grazie a questa domanda mi riallaccio a quello che è successo in settimana. Dopo una partita vinta bene contro il Parma penso che sia stato giusto tributare ai ragazzi, al sottoscritto e alla società degli elogi, ma penso anche che siano stati un po' eccessivi. Lo dico in maniera molto sincera perchè non può essere una singola partita, interpretata bene o male, a cambiare giudizi o a dare dei giudizi eccessivi, in positivo e in negativo. Io vi ringrazio sicuramente per l'attenzione che avete dato alla società, al sottoscritto e ai miei calciatori, ma questo sicuramente non ci deve far perdere di vista l'obiettivo che è quello del lavoro. Noi siamo all'inizio, siamo in costruzione, siamo alle fondamenta e questo nessuno se lo deve togliere dalla testa, io per primo e i calciatori, perchè sappiamo che c'è da fare tantissimo e c'è da lavorare. E' inevitabile che la partita è stata interpretata bene come deve essere interpretata. Adesso però bisogna continuare perchè non è che una partita può cambiare le sorti o gli obiettivi della squadra. Anche in settimana ho visto un po' anche la Champions, che comunque è sempre un bel vedere in questo momento - e ci dobbiamo accontentare di vederla in tv -, Milan e Napoli sicuramente mi hanno impressionato. Sono due squadre molto forti. Il Milan ha pareggiato a Barcellona, il Napoli è andato a dettare legge in un campo importante come quello di Manchester. Vedo l'Inter che nonostante i problemi comunque ha una rosa altamente qualitativa, quindi rimango con i piedi ben piantati per terra, devo rimanere così io, deve rimanere la squadra e devono rimanere i tifosi, perchè la squadra è lunga. Siamo all'inizio, però sappiamo qual è la strada da percorrere. Questo deve essere importante, perchè non possiamo farci prendere dallo stato emotivo di una buona prestazione o di una prestazione sufficiente o di una prestazione modesta per mettere settimanalmente in eccesso una grande Juve oppure in difetto, a livello di considerazione, una piccola Juve. L'importante è che noi all'interno sappiamo qual è la strada da seguire: la strada del lavoro, la strada del sacrificio, la strada comunque del riscatto da parte nostra. E' questo non deve mancare, al di là del risultato, perchè poi il risultato è una conseguenza della prestazione che noi faremo. Per quanto riguarda la formazione, ripeto, cercherò di proporre la formazione che....io voglio vincere, quindi, cercherò di mettere in campo la migliore formazione, tenendo conto di tante situazioni e del fatto che avremo tre partite in una settimana. Cercherò di utilizzare le risorse che ho a disposizione, che non sono poche per cercare di mettere in queste tre partite la migliore formazione possibile e cercare di ottenere il massimo. L'atteggiamento non deve cambiare. L'atteggiamento è uno, sia in casa che in trasferta. Non è che la squadra deve essere leone in casa e pecora in trasferta, assolutamente. L'atteggiamento è uno e unico. L'atteggiamento è quello di fare la partita, noi vogliamo fare la partita, poi sappiamo benissimo che c'è un avversario di fronte. Dell'avversario conosciamo pregi e difetti, però alla fine quello che conta siamo noi: quello che vogliamo fare, come lo vogliamo fare, con che intensità lo vogliamo fare, con che tipo di sacrificio e di fatica lo vogliamo fare".

Non pensi però che vedendo la prima giornata di campionato qualche valore vada già rivisto? Nel senso che l'Inter sembra in ricostruzione, la Roma sembra più indietro di voi....
"Non penso sia cambiato qualcosa, perchè c'è l'anno scorsoche è fresco. L'Inter prima di cambiare Benitez era a 12-14 punti e poi è arrivata seconda, quindi dopo la prima giornata penso sia molto frettoloso ristilare tabelle, rifare delle graduatorie. Ma molto frettoloso, perchè sono situazioni che variano di continuo e c'è bisogno di dare tempo all'allenatore di realizzare il proprio lavoro, di far sì che i giocatori metabolizzino determinate situazioni. Così vale per la Juventus, ma vale anche per tutte le altre squadre. Quindi ripeto, siamo troppo all'inizio per ristilare tabelle e graduatorie".

Hai paura o hai visto segnali di fragilità psicologica nella tua squadra? Quella fragilità che l'ha condizionata per due anni....Pensi sia superata?
"Io quando parlo di lavoro, quando dico che la strada è lunga e tortuosa da percorrere, mi riferisco a tutte le situazioni, perchè non è che uno arriva e con la bacchetta magica può cambiare delle situazioni regresse. Noi non dobbiamo dimenticarci da dove veniamo, questo è fondamentale. Se avremo la forza di guardarci ogni tanto indietro e di capire da dove veniamo troveremo ancora più forza per cercare di invertire la situazione. Il nostro passato recente dice che veniamo da due settimi posti, che sono due piazzamenti che non sono da Juventus, però nessuno ce lo può cancellare questo passato perchè se questi due settimi posti sono stati raggiunti comunque c'erano delle causali forti che hanno portato la squadra ad arrivare a questo brutto posizionamento. Quindi quando dico che c'è da lavorare dico che c'è da lavorare su tutto. La soddisfazione maggiore e la tranquillità e la fiducia che ho è quella comunque di aver trovato sicuramente dei calciatori, un ambiente - società e tifosi - che hanno voglia tutti insieme di invertire la rotta e la tendenza. Questo è molto importante. E in tutti i momenti ricordarsi da dove arriviamo fa bene, perchè deve darci quella rabbia e quella spinta maggiore".(redazione TuttoJuve.com)


fonte: tuttojuve.com

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