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un giocatore della Juve, ma ha già fatto suo il
manifesto del perfetto juventino: «Conta solo
vincere». Non fatevi fuorviare dai tratti gentili,
l'olandese è un tipo tosto e con le idee chiare.
Non concede sconti ai difensori, né ai
pretendenti. In compenso è disposto ad
assicurare contro qualsiasi rischio (con i suoi gol
e la sua classe) il futuro di chi deciderà di farne
il cardine della propria squadra. La merce è pregiata, il prezzo conseguente. L'ultima tappa pre-Europeo dell'Olanda ha consegnato ai tifosi
arancioni il condottiero capace di emulare Marco Van Basten , che era in tribuna a godersi le magie
del suo erede. Van Persie sposta gli equilibri, ma quelli relativi alle trattative che lo
coinvolgono restano sottili.
OBIETTIVI AL TOP La questione è stata analizzata in tutte le sue sfaccettature ma
certezze non ce ne sono ancora. Proviamo a ottenerne dal grande attaccante dell'Arsenal,
ricavandone parole cortesi ma non definitive. Bisogna leggere tra le righe, perché un
messaggio arriva: «Il mio futuro? Ho convenuto con l'Arsenal di non parlarne». Salvo
aggiungere: «Posso solo dire che la mia intenzione è di giocare un grande Europeo e di
vincerlo. E poi di continuare a vincere in Champions. La Juve? E' una grande squadra,
certo (sorride, ndr)». Parole che rappresentano una sponda ideale per le velleità bianconere.
Perché l'olandese conferma di non cercare (solo) facili guadagni. Peraltro quelli ormai li può
considerare assodati ovunque vada. Van Persie insegue anche traguardi meno monetizzabili, ma altrettanto importanti nella sua mente: come la vittoria, la sensazione inebriante di fare parte
della storia di questo sport.
ARSENE IN OFFSIDE Se l'olandese si dimostrerà coerente, l'Arsenal non rientrerà in
gioco, a dispetto della tesi che va facendosi strada Oltremanica. E la Juve potrà giocarsela
alla pari con il Manchester City, a cui qualcosa concede in quanto a ricchezza, ma molto
prende per storia e fascino. Per non dire della scarsissima voglia della signora Bouchra di
trasferirsi nella grigia Manchester. Infatti si ha notizia del viaggio torinese dei Van Persie,
di uno a Nord dell'Inghilterra no. E se Marotta tergiversa, è perché pensa che il City
non sia ancora pronto a lanciare l'offensiva finale.
Alla fine è una questione di capacità persuasiva, oltre che di molto, molto denaro. La Juve deve
persuadersi che valga la pena di fare un'eccezione alla politica dei tetti salariali (un'intesa di massima con
il manager Kees Vos è stata raggiunta sulla base di circa 6,5 milioni, ma in questi casi i dettagli sono
qualcosa di più che... semplici dettagli) e poi persuadere l'oggetto del suo desiderio di
essere a propria volta la scelta giusta. Perché Van Persie può permettersi di scegliere,
essendo un grande del calcio Mondiale, cosa che ammette senza inutili modestie dopo aver
incantato l'Amsterdam Arena: «Non mi sono mai sentito così forte. Non avverto nemmeno la
fatica tra un impegno e l'altro. Alla partita con l'Irlanda non va data troppa importanza, sarà
quella contro la Danimarca a dire qual è il valore di questa squadra. Però mi sono divertito. I gol
sono arrivati e anche il gioco. A questo punto voglio concentrarmi solo sull'Europeo, poi ci sarà
tempo e modo di affrontare le altre questioni»
IL SIMBOLO Parole che non dispiaceranno a Marotta e Paratici , convinti, come
dicevamo,che la partita vada vinta in tempi medio-lunghi, per non concedere troppi vantaggi
allArsenal. E' chiaro però, che quando sarà l'ora, la proposta di Marotta dovrà essere davvero
importante. Perchè siamo al cospetto di un giocatore speciale. Uno diverso da Ibra , ma
altrettanto incidente. E non si può pensare di andare a fare la guerra al Barcellona di Messi e
al Real di Ronaldo senza un uomo in grado di reggere il confronto. Ecco perché dire "la Juve di
Van Persie" farebbe un gran bell'effetto.
Fonte: Tuttosport (articolo a firma di Gianni Lovato)

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