Patteggiare ? si o no ? ora si ....

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Doveva essere una semplice amichevole d’inizio stagione, potrebbe trasformarsi nell’arrivederci alla panchina di Antonio Conte. Nel pomeriggio la Juve gioca a Berlino per preparare al meglio la Supercoppa di Pechino (11 agosto) contro il Napoli. L’allenatore, però, nelle ultime ore si è diviso su due tavoli: oltre all’aspetto tecnico ha studiato quello legale. Il tema è noto: la doppia omessa denuncia (Novara-Siena e AlbinoLeffe-Siena) recapitata giovedì mattina dalla Procura federale. Il deferimento, per quanto possa essere paradossale, è stato persino meno pesante delle aspettative. La vigilia era stata tormentata da foschi voci di un illecito, poi spazzate via dai fatti.
Strategie Conte nelle ultime ore è sembrato più tranquillo, si è confrontato con gli avvocati per capire la situazione e discutere la possibilità del patteggiamento. Ha voluto capire il senso di questa scelta e soprattutto gli aspetti «collaterali». All’allenatore bianconero interessa soprattutto far capire ai tifosi e agli sportivi una cosa: in questa storia si sente vittima di una ingiustizia enorme. Rivendica con forza la sua innocenza e il suo modo di concepire il calcio. Lontano anni luce da Zingari, scommesse e combine. La sua preoccupazione maggiore era quindi conciliare queste sue prerogative con un atto che potrebbe appannarle. Ha ascoltato e si è convinto davanti alle spiegazioni dei legali. Argomentazioni giuridiche e matematiche. Un dato è certo: la difesa della Juve punta a un accordo con Palazzi. Ma su basi precise: 3-4 mesi di squalifica e una forte multa (200 mila euro). Se la Procura alzasse l’asticella allora si andrebbe al dibattimento. Sarà una «trattativa» e durerà nei prossimi giorni. Ma l’esito positivo sembra probabile. Quali sarebbero stati i motivi che hanno convinto Conte ad accettare controvoglia il compromesso? Scopriamoli insieme.
Nessuna ammissione «Patteggiare non è una ammissione di colpa». E’ stata questa la frase chiave che ha fatto cadere le resistenze di Conte al compromesso. Frase pronunciata dagli avvocati, difficile da capire per chi non è dentro ai meccanismi del processo sportivo, ma reale. Chi sceglie di patteggiare davanti alla Procura non deve ammettere nulla, ma usufruisce di una possibilità prevista nel codice. Quando la squalifica è ritenuta congrua da ambo le parti si può non andare a processo, evitando ai giudici di studiare il caso. E siccome i tempi sportivi sono ristretti, la scelta di chiudere la posizione in anticipo è premiata. E non serve ammettere colpe. In sostanza non si sposa la teoria dell’accusa, ma ci si mette d’accordo. Evitando i rischi del dibattimento, rischi alti perché si tratta di un processo accusatorio dove la difesa parte in svantaggio e ha molte meno possibilità di ribaltare la partita rispetto a quello che accade nella giustizia ordinaria. Questo è l’altro aspetto messo sul tavolo e discusso con Conte.
Rischi inutili Andare a processo, analizzando le possibili conseguenze: la doppia omessa in via puramente teorica vale due anni (considerando il massimo della pena), ma una previsione più vicina alla realtà potrebbe circoscrivere una sentenza sfavorevole a una pena tra i 12 e i 15 mesi. C’è poi la concreta possibilità che una delle due omesse sia neutralizzata, in particolare quella col Novara dove le incongruenze di Carobbio evidenziate dalla difesa e le motivazioni poco lineari di Palazzi potrebbero far breccia sui giudici. In questo caso lo stop andrebbe da 6 a 12 mesi. Certo, c’è la possibilità di vincere su tutta la linea e quindi uscire assolti dal processo. A quel punto Conte potrebbe esultare per aver visto riconosciuta la sua innocenza e la totale buona fede anche in un processo accusatorio come quello sportivo. Ma quali sono le reali possibilità di questa ipotesi? La domanda è stata al centro del dibattito tra avvocati e Conte. I legali considerano «non semplice» uscire indenni dalla giungla del dibattimento. «Non stai ammettendo nessuna colpa e hai la certezza della squalifica. Vale la pena prendersi un rischio alto?», potrebbe essere questo il ragionamento fatto. Difficile da digerire, ma alla fine anche Conte ha compreso la situazione. Quindi via libera al patteggiamento purché sia al massimo di 3-4 mesi. Circa 10-14 gare di campionato e 3-5 di Champions. Si può fare.

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