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Dite la verità, in questa stagione stiamo riscoprendo il piacere di guardare una partita della Juve e, se fosse possibile, vorremmo che giocasse tutti i giorni, per notare i miglioramenti e macinare giornate di campionato. Sia chiaro: era ora e speriamo torni ad essere una abitudine consolidata, come nell'epoca pre tavolini e tribunali, ma dopo due stagioni disastrose quasi non ci sembra vero. Quattro innesti in quella che per Conte è al momento la formazione titolare hanno rivoltato la squadra come un calzino, trasformandola in un gruppo di gladiatori assetato di vittoria a tutti i costi. Il terzino svizzero (scusate, ma non ho ancora imparato a scrivere il nome e non ho voglia di cercarlo ogni volta...ci siamo capiti) è un treno senza sosta, Pirlo un mostro di bravura ed intelligenza, Vidal un guerriero d'altri tempi e Vucinic un giocoliere sopraffino, a volte poco concreto, ma forse va accettato con pregi e difetti,m sperando che migliori sempre più. Domenica scorsa, per la prima volta, la Juve ha sbloccato la partita dopo i cambi, seppur forzati, e questa, la panchina, dovrà diventare un'arma fondamentale a mano a mano che si entrerà nel vivo del torneo. Ognuno è utile, qualcuno è indispensabile, ad esempio Pirlo, ma all'occorrenza bisognerà anche saper farne a meno. Inevitabilmente le squalifiche si faranno più frequenti e tutti dovranno essere pronti alla bisogna, motivo per cui a gennaio la rosa andrà sfoltita e al contempo, se possibile, migliorata con un paio di innesti di qualità funzionali al gioco voluto da Conte. Giovedì ci sarà l'esordio in Coppa Italia, in cui probabilmente le cosiddette seconde linee avranno una grande chance, poi Roma, Novara e Udinese per chiudere in bellezza un anno agrodolce, diventato meno amaro negli ultimi quattro mesi...
Roberto Nappi
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