Il destino (segnato) di Krasic e il mercato di gennaio

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Ammirando le sue prime sgroppate sulla fascia qualcuno azzardò il paragone con il caschetto biondo di Pavel Nedved, forse per la necessità di trovare a tutti i costi qualcuno che potesse essere il simbolo della rinascita. Purtroppo, terminato l'effetto sorpresa, la dura realtà si è mostrata totalmente differente ed in una squadra che finalmente funziona Milos Krasic non è riuscito a trovare posto. Non è ancora detta l'ultima parola? Chissà, intanto si susseguono le voci che lo vorrebbero ceduto in prestito a gennaio, magari al Manchester United (ipotesi gratificante per il serbo, a patto poi di non finire quasi sempre in panchina o in tribuna come a Torino). Quel che pare certo è che Conte, dopo averci puntato inizialmente, lo abbia messo da parte, preferendogli i vari Vucinic, Giaccherini, Estigarribia e ultimamente anche Elia (Pepe al momento è intoccabile). Krasic è sicuramente un bravo ragazzo in campo, a differenza di molti suoi connazionali, e questo non lo aiuta perchè avere un certo tipo di carattere, grintoso ed aggressivo, al di là delle qualità tecniche, è fondamentale per essere un campione e non soltanto un buon giocatore. La buona volontà non gli manca, corre, corre, ma spesso perde lucidità e le sue incursioni risultano prevedibili e ripetitive. Inoltre, alle prime difficoltà dà l'impressione di deprimersi e questa è una cosa che un aspirante top player non può permettersi, anche di fronte a gravi errori o ingiustizie arbitrali. La Juve ha l'obbligo di tornare a vincere, o qunatomeno di tornare ad essere competitiva, e non può permettersi di aspettare troppo nessuno. Non abbiamo dubbi sul fatto che Conte sia onesto nelle scelte e se Krasic gioca poco le ragioni sono sicuramente valide. Staremo a vedere cosa accadrà a gennaio. Servirebbero un difensore centrale e magari anche una valida riserva per l'inesauribile motorino svizzero (prima o poi dovrà rifiatare anche lui), un centrocampista di qualità e una bella sfoltita al reparto avanzato. Sappiamo che non tutto sarà fattibile, anche perchè il rischio di incrinare gli equilibri e rompere il giocattolo è sempre dietro l'angolo.

Roberto Nappi
 
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