In una fredda e anonima serata di dieci anni fa...nasceva un mito di nome Pavel...

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Esattamente dieci anni fa, in una fredda, nebbiosa e apparentemente anonima serata torinese scoccava la scintilla che avrebbe accompagnato le 8 brillanti stagioni di Pavel Nedved in maglia bianconera, trasformandosi nel tempo in un fuoco inesauribile. Chi vi scrive era partito per fare i soliti 300 km abbondanti tra andata e ritorno, nonostante il freddo e la nebbia abbastanza fitta di un sabato sera come tanti altri trascorsi allo stadio a tifare Juve, inconsapevole del fatto che quel gol messo a segno di testa al 52° dal centrocampista ceko avrebbe avuto a distanza di tempo un signficato simbolico così importante. La partita fu bruttina, contro un Perugia arroccato in difesa, ancor più dopo l'espulsione di Blasi a metà del primo tempo, e il gol di Nedved servì a sbloccarla (al 75° arrivò il raddoppio di Trezeguet) e a rilanciare le ambizioni di scudetto della Juventus, reduce da due stagioni "offerte in dono" alle squadre romane nell'ambito dei festeggiamenti per il Giubileo... Per ricompensarci di tanta generosità, il buon Dio del pallone ci avrebbe "risarcito" 5 mesi dopo nell'indimenticabile torrido pomeriggio del 5 maggio 2002 (ero presente anche lì). Tornando a Nedved, ma concorderete che certe divagazioni piacevoli non stancano mai, il suo inserimento in squadra tardava ad arrivare, causando critiche e dubbi sulla bontà dell'investimento fatto (70 miliardi delle vecchie lire pagati alla Lazio!). Quella rete di testa, certo non la sua specialità, tanto che ipotizzo sia stata l'unica in maglia bianconera (correggetemi se sbaglio), ruppe l'incantensimo maligno che aleggiava sul suo caschetto biondo. Fu il primo di 65 gol, uno più bello ed importante dell'altro, e di oltre 300 partite giocate sempre con grinta, cuore e polmoni, che lo portarono a vincere anche il Pallone d'Oro nel 2003. In questa bella e un pò nostalgica ricorrenza, non possiamo fare altro che ringraziare ancora una volta il nostro grande guerriero di tante battaglie e lasciatemi dire con orgoglio che in quella fredda e anonima serata di dieci anni fa, 1 dicembre 2001, io c'ero...grazie Pavel!

Roberto Nappi

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