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15/12/11 La Società Juventus, nella persona del Presidente Andrea Agnelli, dovrà continuare la sua battaglia di equità e giustizia in tutte le sedi consentite. E' l'unica certezza emersa, se mai ce ne fosse stato bisogno, dal fantomatico "tavolo della pace", incapace, tra l'altro, di mettere per iscritto due righe che non restassero soltanto parole al vento, ad esempio "Calciopoli fu un processo frettoloso". Apprezziamo il tentativo di Petrucci, ma non c'erano dubbi sul fatto che fosse destinato a fallire miseramente. Dalle poche immagini televisive disponibili, Moratti sembrava molto imbarazzato al cospetto degli altri presenti (tutti coinvolti tranne De Laurentiis che molto probabilmente si sarà autoinvitato), lo sguardo perso nel vuoto, il volto tirato, a dimostrazione che avrebbe voluto essere da tutt'altra parte. Purtroppo per lui però almeno alla propria coscienza è necessario rendere conto e di conseguenza egli vorrebbe che nessuno più gli ricordasse ancora, dopo oltre 5 anni, calciopoli e tutto ciò che ne è seguito, ben sapendo, in cuor suo, di essere stato parte di quel sistema di rapporti esistente tra dirigenti, designatori e arbitri fino al 2006. Non lo sarà stato in prima persona, ma nulla cambia a livello di giustizia sportiva, cosa che il procuratore Palazzi ha ben spiegato nella sua relazione pesantemente accusatoria, arrivata fuori tempo massimo (come il nome di Moratti) solo per evidente incompetenza di chi doveva giudicare la rilevanza delle intercettazioni telefoniche riguardanti l'Inter, se non si vuole credere al dolo. Dalla relazione del Procuratore Federale si evince che anche l'Inter avrebbe meritato la retrocessione, invece, per una folle ironia della sorte, è risultata essere l'unica beneficiaria dell'intera vicenda. Perchè? Forse perchè perdeva, com'era giusto che fosse osservando le partite giocate, nonostante i tentativi di ingraziarsi le direzioni arbitrali. Non è stato possibile celebrare un giusto processo per i motivi di cui sopra? Va bene, ma ciò non significa potersi considerare innocenti anime candide dal punto di vista etico. E' di oggi la tragicomica dichiarazione del Pesidente Federale Abete secondo cui per pagare i danni alla Juventus si dovrebbe fermare l'attività calcistica per 2/3 stagioni. Non sono un esperto di economia, ma non capisco questa affermazione, a mio parere cervellotica, perchè non vendendo il prodotto calcio non ci sarebbero introiti e di conseguenza sarebbe impossibile avere i fondi per pagare 443 milioni di euro... Chiedo a chi legge, qualora fosse competente in materia, di spiegarmi la logica di Abete, se una logica c'è...grazie. Se mi sarà dimostrato che per pagare i danni alla Juve davvero la Federazione dovrebbe fermare i campionati, pazienza, passeremo i weekend in altro modo, basta che paghi. Detto questo, credo che ogni tifoso bianconero, più che il "vil denaro", vorrebbe vedersi restituito, dal punto di vista formale, il maltolto sportivo, che comunque continua a ritenere sia stato vinto meritatamente sul campo. In ogni caso, se ciò non sarà possibile, è giusto aver chiesto un risarcimento economico perchè il danno patito dalla Società Juventus è stato enorme, sproporzionato e soprattutto, non ci stancheremo mai di sostenerlo, iniquo, se paragonato all'indebito beneficio (beneficio, non danno) ottenuto dall'Inter. Questa battaglia continuerà finchè sarà possibile combatterla, intanto però i giocatori e lo staff tecnico dovranno continuare a pedalare per tornare a farci vincere, risorgendo dalle ceneri, come molto spesso è accaduto negli oltre 100 anni di storia della Juventus Football Club.
Roberto Nappi
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Abete pensa che noi juventini possiamo dimenticare e andare avanti come se niente fosse accaduto.Si sbaglia!non dimenticheremo mai!
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