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06/02/2012 Per la prima volta dalla sua inaugurazione una partita giocata allo Juventus Stadium termina a reti inviolate, anzi, diciamo bianche per restare in tema neve e gelo... Inutile accampare scuse, ma le rigide condizioni climatiche probabilmente hanno un pò raffreddato le idee di chi, giocoforza, era chiamato ad attaccare. Il Siena si è difeso con ordine, non a caso ha subito solo 22 reti, poche per una squadra che lotta per salvarsi, e quando è stato chiamato in causa il portiere Pegolo ha salvato il risultato. Peccato perché per la seconda volta la Juve non ha approfittato del passo falso del Milan: a metà gennaio pareggiò col Cagliari e qualche ora dopo il Milan perse il derby, ieri invece anche i rossoneri non sono andati oltre lo 0-0 con il Napoli a San Siro, lasciando la situazione di classifica invariata. Nel turno infrasettimanale la Juve non ha giocato, quindi non sapremo mai se quella avrebbe potuto essere la giornata del primo tentativo di allungo. Evidentemente è destino che questo campionato debba giocarsi punto a punto fino alla fine, senza fughe e risultati scontati. Molto importante però potrà essere la settimana da sabato 11 a domenica 19 febbraio, nel corso della quale la Juve giocherà 3 volte, recuperando la partita di Parma in mezzo ai match con Bologna e Catania, mentre il Milan soltanto 2, a Udine e a Cesena (con in mezzo l'andata degli ottavi di finale di Champions). Sarà l'ultima occasione per allungare in classifica prima dello scontro diretto del 25 febbraio a San Siro. Detto questo analizziamo la partita di ieri, al di là delle condizioni meteorologiche estreme in cui si è giocata. Premesso che Mister Conte ha assemblato in pochi mesi un gruppo davvero tosto e affiatato, facendo resuscitare dalle ceneri di due stagioni fallimentari il barlume di una squadra di nuovo vincente, è giusto andare a cercare il pelo nell'uovo, con l'obiettivo di migliorare la gestione di alcune partite. A mio parere, ad esempio, Vucinic e Matri sono rimasti in campo troppo a lungo, a discapito di Quagliarella e Del Piero. Non condivido neppure, infatti, che il primo ad entrare, infortunio di Pepe a parte giustamente supplito con Giaccherini, sia stato Borriello. In linea di massima è vero che Conte non segue gerarchie precostituite, ma è innegabile che di alcuni elementi sia più "innamorato" di altri: Vucinic su tutti, che però, reduce da uno stop di due settimane, ieri non lo ha ripagato...forse tenerlo in panchina, almeno in avvio, sarebbe stato più giusto. Detto questo, il coltello dalla parte del manico resta in mano nostra: siamo primi, imbattuti, e con una partita da recuperare e in vantaggio nello scontro diretto col Milan. Non mi sono soffermato sul rigore non concesso a pochi minuti dalla fine per un netto fallo di mano, ma dopo un rigore a favore in 21 partite non considero più l'ipotesi di segnare dal dischetto...
Roberto Nappi
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